L’espressione pavor nocturnus (nota anche come terrore notturno) fa riferimento ad un risveglio dal sonno profondo

Esso avviene in maniera parziale ed è scaturito da uno stato di forte ansia che subentra durante il riposo. Tuttavia, a differenza di altre patologie (ad esempio il sonnambulismo), il pavor nocturnus non risulta essere la conseguenza di qualche trauma emotivo. Più che altro, si tratta di una semplice parasonnia, ossia una semplice perturbazione del sonno di natura non patologica.

In termini di statistiche, sembrerebbe che Il pavor nocturnus colpisca maggiormente bambini in età prescolare (verso i 4-5 anni di vita). La sintomatologia si rivela abbastanza variegata, infatti il bambino potrebbe:

  • Sbarrare gli occhi ma senza vedere realmente
  • Alzarsi dal letto, urlare e piangere
  • Non riuscire a trovare la giusta calma
  • Non fornire i giusti input, a seguito di continui richiami

Ovviamente, è un fenomeno che potrebbe spaventare sul serio i genitori del bambino in questione. Ma nella maggior parte dei casi, è un problema che tende a scomparire nel tempo, grazie alla crescita.

Allo stesso tempo però, è importante che loro sappiano instaurare il giusto approccio, evitando di non scuoterlo, cercando di svegliarlo. Più che altro, basterà assicurarsi che non si faccia del male durante questi scatti d’ira e farlo riaddormentare con tono rassicurante.

Pavor nocturnus cos’è

Andando nello specifico, possiamo dire che il pavor nocturnus è un disturbo che si presenta principalmente nella fase di sonno profondo non-REM. Ciò significa che il bambino non ha comunque consapevolezza: invece, nella fase REM lo è e potrebbe avere una serie di incubi.

Come vi abbiamo detto poco fa, il pavor nocturnus può seriamente spaventare il genitore. Questo perché nello stesso momento sta dormendo, è agitato (tachicardia, sudorazione eccessiva, muscoli tesi) e non si rende conto di ciò che gli sta succedendo. Il mattino successivo non ricorderà assolutamente nulla degli episodi accaduti.

In termini di durata, un episodio di pavor nocturnus dura poco tempo. Infatti, nella maggior parte dei casi si parla di qualche minuto, raramente può arrivare a una ventina di minuti/mezz’ora. E l’aspetto più assurdo è che non risulta correlato ad alcun tipo di fattore patologico, ossia di naturale affettiva, psicologica, relazionale o neurologica.

Pavor nocturnus cause

Se il pavor nocturnus non ha nulla a che fare con le allucinazioni o il sonnambulismo, da cosa nasce esattamente?

Tanti medici esperti nel settore si sono chiesti quali possano essere le cause ed è difficile trovare una risposta ben precisa. Fatto sta che quasi sempre è un fenomeno che scompare autonomamente con la crescita. Molto probabilmente, responsabili di tale fenomeno potrebbero essere alcune interferenze che si presentano durante il sonno.

Esse possono essere di varia natura, come ad esempio:

  • La febbre
  • Il senso di vescica piena
  • Alcune stimolazioni luminose o sonore
  • L’asma
  • Il reflusso gastroesofageo
  • Uno stato di apnea
  • Otiti di media entità

E tanto altro ancora…

Pertanto, i fattori scatenanti sono quasi sempre legati ad una particolare condizione fisica del bambino o a stimoli che provengono dall’esterno.

Pavor nocturnus sintomi

La prima volta che si assiste ad un episodio di pavor nocturnus ci si potrebbe seriamente preoccupare.

Questo perché il bambino, a seguito di un’intermittenza del sonno, inizia a:

  • Piangere
  • Gridare
  • Sbarrare gli occhi
  • Risultare inconsolabile
  • Fare strani movimenti col corpo

Oltre a ciò che traspare visivamente, bisogna aggiungere la tachicardia, l’aumento eccessivo di sudorazione, la rigidità muscolare, lo stato di apnea, il colorito pallido o al contrario arrossato. Il motivo risiede nel fatto che c’è stata l’attivazione del sistema nervoso, per nulla legato ad eventi emotivi o traumatici.

Di conseguenza, il genitore non sa minimamente come comportarsi a riguardo. Molto probabilmente, cercherà di scuoterlo per capire cos’abbia ma non riceverà alcun tipo di segnale in risposta. In realtà, basterà tranquillizzarlo, invitandolo a riaddormentarsi.

Nel giro di poco tempo, egli tornerà a condurre un sonno standard.

Pavor nocturnus cura

Quando il bambino presenta frequenti episodi di pavor nocturnus nell’età prescolare, è bene rivolgersi al pediatra.

Sarà sufficiente spiegargli nel dettaglio tutti i sintomi ed egli riuscirà a capire se si tratta appunto di pavor nocturnus. Pertanto, vi rassicurerà sul fatto che vostro figlio non abbia vissuto eventi traumatici che lo portino verso un vero e proprio problema fisico. O che comunque non sia affetto da sonnambulismo, allucinazioni ipnagogiche, epilessia e qualsiasi altro tipo di malattia psichica.

Solitamente, per poter individuare il pavor nocturnus, il medico effettua un esame strumentale di polisonnografia. Trattandosi di una perturbazione non patoIogica del sonno, non necessita di particolari cure.

Come vi abbiamo già detto in precedenza, il tempo aiuterà alla totale regressione del fenomeno. Ovviamente, esistono casi in cui ciò non avviene. Di conseguenza, ci sono soggetti che vanno incontro a tale disturbo anche durante l’adolescenza, in maniera piuttosto frequente.

Se ciò dovesse accadere, allora sarà necessario effettuare alcuni esami approfonditi. Tra l’altro, nell’eventualità in cui non si riuscisse a trovare una soluzione, il medico potrebbe decidere di prescrivere un trattamento farmacologico. Esso si basa quasi sempre sulla somministrazione di antidepressivi e/o ansiolitici. Chiaramente, si tratta di una cura da prendere in considerazione come ultima spiaggia.

Questo perché è preferibile non assumere medicinali, senza un’analisi approfondita. Altrimenti, gli effetti collaterali della terapia potrebbero risultare per il soggetto devastanti.

Ulteriori informazioni

Per concludere, ci teniamo a sottolineare tutto ciò che il genitore dovrebbe fare dinanzi a un caso di pavor nocturnus.

Innanzitutto, è bene non svegliare il bambino. Se è possibile, cercare di non toccarlo e di intervenire solo nel caso in cui dovesse fare una serie di movimenti bruschi che lo porterebbero a farsi male. Tra l’altro, se si dovesse provare a scuoterlo o a cercare risposte, egli potrebbe aumentare l’intensità di agitazione. Ciò significa che andrebbe incontro ad azioni aggressive, ovviamente senza rendersi conto di nulla.

Non bisognerà fare chissà che cosa ma cercare di tranquillizzarlo, attraverso un tono di voce basso. Gridargli contro, peggiorerebbe sicuramente le cose ed allo stesso tempo aumenterebbe la durata dell’episodio. Non muovete troppi oggetti, se il bambino dovesse alzarsi. Vi ribadiamo che quasi sempre il fenomeno si manifesta in pochi minuti: pertanto, potreste essere voi ad aumentare la durata, compiendo gesti errati.

Infine, per prevenire il pavor nocturnus, vi consigliamo di:

  • Creare in stanza un’atmosfera rilassante
  • Togliere giocattoli che potrebbero essere di intralcio
  • Bloccare le scale e/o le porte
  • Non sgridarlo il mattino successivo
  • Farlo dormire in una camera silenziosa

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