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Le patatine fritte creerebbero dipendenza. Questo è quanto affermato da uno studio scientifico tedesco. I nostri bimbi ne sono ghiotti e anche gli adulti amano mangiare la patata fritta . Con la salsa o meno, le patatine fritte sono lo snack più diffuso al mondo. 

Una tira l’altra, anche se siamo sazi. Le patatine fritte sono tra gli alimenti che attirano di più.

uesta condizione prende il nome di come iperfagia edonica, ovvero quando si mangia per puro piacere.

Uno studio dell’università di Erlangen-Nureberg (Germania) ha svelato il segreto  alla base di questo fatto.

 E’ stato presentato a New Orleans durante il congresso dell’American Chemical Society e pubblicato su PlosOne.

«Svelare i processi alla base dell’iperfagia edonica, un fattore chiave per l’epidemia di sovrappeso e obesità che colpisce molti Paesi – dice Tobias Hoc, autore della ricerca – può aiutarci a migliorare le terapie nutrizionali».

Un team di scienziati ha alimentato un gruppo di topi con una dieta standard, un secondo con prodotti ricchi di grassi e  amidi presenti nelle patatine ed un terzo gruppo solo con quest’ultime.

Una risonanza magnetica ha verificato,  la risposta cerebrale legata al sistema del piacere e della ricompensa (gli stessi della dipendenza).

Le patatine fritte infatti hanno scatenato «un inarrestabile desiderio nei topi». 

Lo studio ha dimostrato che gli animali alimentati con una dieta ricca di grassi e amidi ricca di calorie non erano dipendenti come quelli che mangiavano esclusivamente patatine.

«La risonanza – continua Hoc – ha dimostrato che in questi topi i centri nervosi della ricompensa e del piacere si attivano in modo molto più deciso rispetto a quanto avviene con gli altri regimi alimentari, spingendo gli animali a cercare le patatine fritte».

Ricerca : Patatine fritte con l’extravergine non fanno male

Un gruppo di studiosi infatti  ha rilevato che le patatine, se fritte con l’olio extra vergine di oliva, si arricchiscono di particolari sostanze antiossidanti utili per combattere l’invecchiamento. La ricerca  ha preso in esame il ciclo di cottura delle pattatine eseguito con una normale friggitrice.  Si è scoperto dopo una frittura di 7-8 minuti alla temperatura di 180-200°, per ogni 100 grammi di patatine, fritte con olio extravergine di oliva, si ottengono tra i 3 e gli 8 mg di sostanze fenoliche antiossidanti. Pare quindi che  tutto dipenda da come si frigge e da che olio si usi.

Massimo Gargano, presidente di Unaprol, spiega che l’olio extravergine  resiste meglio alle alte temperature anche dopo diverse ore di frittura continua grazie al ridotto contenuto di componenti polinsaturi e alla presenza di antiossidanti.  Purtroppo quasi sempre  le patatine non vengono  fritte con  quest’olio.

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