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Parto con rotazione sacrale dell’occipite

Sono molteplici le complicazioni che possono sopraggiungere nel corso della gravidanza e del parto. Senza mettere inutilmente in allarme le future mamme, è bene sapere a cosa si potrebbe andare incontro. La maggior parte dei problemi che si possono avere può e deve essere anticipata, dal momento che la mancata diagnosi può mettere in pericolo la madre e il feto.

Alcune complicazioni, però, vista la loro rarità, non possono essere previste ma affrontate durante il parto. Tra queste vi è la rotazione sacrale dell’occipite. In parole povere: rotazione della testa dalla parte “sbagliata”.

Rotazione sacrale dell’occipite: cos’è e come si affronta

Al momento della progressione del feto nel canale del parto, l’occipite della testa fetale che si trova all’estremità di uno dei due piani obliqui del bacino deve ruotare per mettersi in asse. Nella maggior parte dei casi tale rotazione è anteriore ed è di pochi gradi, ma può capitare che avvenga nella direzione opposta, raggiungendo quindi un’ampiezza maggiore. Il feto nasce non con l’occipite in alto ma posteriore, rivolto appunto verso il sacro della partoriente.

Ciò comporta un parto prolungato, maggiori sforzi della mamma e lacerazioni più frequenti ed estese. Questo non significa che il parto naturale non sia possibile, ma ci vorrà più tempo per far sì che il bambino venga alla luce. Quando ci si trova davanti una complicazione di questo tipo, è consigliabile non avere fretta, ovviamente se il feto sta bene. È meglio lasciare che la natura faccia il suo corso.

Dietro questo fenomeno può esserci una malformazione del bacino, che allora potrebbe determinare il ripresentarsi del problema in gravidanze successive, oppure fattori casuali, non verificabili in anticipo.

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