Parlare poco, a volte può essere un disagio

Al mondo sostanzialmente esistono due tipi di persone: quelle che parlano molto e quelle che al contrario parlano poco

Per quest’ultime all’apparenza può sembrare che non abbiano mai niente da dire, niente da confidare o raccontare. In realtà non è sempre così. 

Le persone che parlano poco, Sono reticenti a parlare perché si limitano ad ascoltare.

Stupiscono perché quando esprimono un parere dimostrano doti e sensibilità superiori alle persone comuni. Purtroppo quando vengono stimolate a proseguire si imbarazzano e si chiudono a riccio. 

Ecco perché molte volte questo particolare carattere può portare un notevole disagio. A volte, infatti, stare con una persona che non parla molto non è piacevole per chi, al contrario ama conversare.

Il carattere di una persona silenziosa

Chi parla poco, di solito trascorre le sue giornate sull’onda della sua vita, dialogando il minimo indispensabile per arrivare a fine giornata. 

Il tentativo da parte delle altre persone di costringerli a parlare di più, magari ponendo svariate domande, di solito riesce soltanto ad innervosire chi parla poco. 

Parlare poi di se stessi, dei loro sentimenti e dei loro fatti personali, poi è fuori questione. 

Sta di fatto che parlare, però è importante sia per i silenziosi che per le persone che gli stanno attorno.

Parlare, è utile quando ad esempio si stra attraversando un momento difficile, perché si da la possibilità a chi vi sta vicino, di potervi aiutare

Cosa si nasconde dietro a questo disagio

Il disagio di parlare troppo poco può essere un effetto di svariate cause interiori tra cui:

  • Timidezza;
  • Paura di dire cose sbagliate;
  • timore di essere giudicati;
  • Paura di ferire chi ti ascolta;
  • Essere convinto che non importa a nessuno ciò che hai da dire, ciò che provi;
  • Non provare interesse per niente e per nessuno forse neanche per te stesso;
  • Chiusura interiore;
Le conseguenze del parlare poco

Le conseguenze ahimè non sono poche. Gli studenti, per esempio troveranno difficile anche rapportarsi con i professori. Anche chiedere un consiglio sarà un atto difficoltoso. 

La vita sociale ne risente: gli amici, specialmente se loquaci si allontaneranno e la solitudine potrebbe essere dietro l’angolo

Ecco perché sforzarsi di combattere questo tratto caratteriale, a lungo andare potrebbe cambiare davvero la vita di chi parla poco. 

Mutismo selettivo cos’è

Talvolta, quando un soggetto risulta essere poco propenso al dialogo, potrebbe soffrire di mutismo selettivo.

Ciò significa che non ha problemi nel parlare ma sceglie con cura le persone con cui aprirsi e confidarsi. Di conseguenza, si tratta di un atteggiamento che può nascondere diffidenza nel prossimo ma anche una serie di paure. Infatti, il mutismo selettivo è spesso collegato ai disturbi d’ansia.

Pertanto, le capacità di linguaggio risultano essere abbastanza normali, il problema sta nel timore ad esporsi con gente che non ci ispira. Tale fattore lo si può notare nel momento in cui entrano in confidenza con qualcuno: la timidezza scompare e si diventa spesso loquaci.

Individuare le cause del mutismo selettivo non è semplice. Nei casi più gravi potrebbe essere correlato ad alcuni traumi infantili ma nei casi più blandi potrebbe nascere a seguito di un meccanismo di difesa.

Pur non avendo sempre gravi conseguenze, il fatto di parlare poco non va affatto sottovalutato. Specialmente in riferimento ai bambini: alcuni genitori tendono a minimizzare la questione, facendoli sentire sbagliati. E attraverso un’errata interpretazione, non si fa altro che incrementare il problema.

Parlare poco diagnosi

Come vi abbiamo detto poco fa, dietro ad un mutismo selettivo potrebbe esserci un mondo.

Tuttavia, per riuscire a comprendere al meglio i fattori scatenanti, è bene rivolgersi ad un medico esperto. Egli, tramite una diagnosi accurata, potrebbe individuare le cause. Ad esempio, se il disagio dovesse essere subentrato in concomitanza con la scuola, allora è probabile che il bambino abbia paura di affrontare quel determinato contesto.

Sicuramente, gran parte del lavoro spetta proprio ai genitori. Infatti, nella maggior parte dei casi, i figli che soffrono di mutismo selettivo (o parlano poco), è una risposta alla loro educazione. Magari per lungo tempo li hanno fatti sentire in una campana di vetro e nel momento in cui devono affrontare nuovi contesti, si sentono spiazzati.

La rassicurazione nei loro confronti può talvolta fare miracoli. E’ importante che la persona affetta da tale disagio si senta tranquilla e priva di paure. Oppure, se il mutismo dovesse essere specifico nei confronti di alcune persone, è bene capire a fondo cosa spinge loro a ripudiarle. In tale contesto, non bisogna basarsi soltanto su ciò che si vede. Andate a fondo e indagate.

Parlare poco cura

In alcune persone il fatto di parlare poco può essere fonte di grossi disagi interiori.

A prescindere dall’età, si ha sempre l’opportunità di porre rimedio o quanto meno ridurre l’entità del problema. Non esiste una strada universale: c’è chi si si rivolge ad un medico specialista e chi ad uno psicoterapeuta.

Nella maggior parte dei casi, si punta ad uno specifico supporto psicologico, basato sulla terapia cognitivo-comportamentale. Di conseguenza, gli obiettivi da raggiungere sono:

  • La riduzione dell’ansia
  • L’incremento dell’autostima
  • La stimolazione di pensieri positivi
  • Le strategie per instaurare buone relazioni sociali
  • Fornire tutta la tranquillità necessaria

Chiaramente, si tratta di un percorso che richiede tempo e pazienza. Tuttavia, molte persone (a seguito della terapia sopra citata), riescono a raggiungere degli ottimi risultati.

Alcuni consigli

Quando ci si ritrova dinanzi ad una persona che parla poco, è importante stabilire un approccio genuino. Molti tendono ad incrementare il loro disagio, quando invece bisognerebbe seguire questi semplici consigli:

  • Comunicare in maniera pacata, senza urlare
  • Evitare continui rimproveri (o minimizzare ciò che vi dicono)
  • Prestare ascolto, tralasciando le manie di protagonismo
  • Instaurare un dialogo quasi amichevole

Quest’ultimo punto è fondamentale nel rapporto genitori-figli. Ciò non significa che dovrete accantonare il vostro ruolo di padre/madre ma trasmettere loro tanto amore. Quando un bambino inizia a vedervi come una figura da temere, non è una cosa positiva e state sicuramente sbagliando approccio.

 

 

 

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