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Cause, sintomi, cure dell’otosclerosi

otosclerosi

L’otosclerosi, nota anche come otospongiosi, è una patologia che colpisce la capsula ossea che riveste la parte interna dell’orecchio, detto in termini tecnici è un disturbo caratterizzato da “un’osteodistrofia della capsula labirintica che provoca un deficit uditivo di tipo progressivo”. È una malattia piuttosto rara, colpisce infatti l’1% della popolazione, con una maggiore incidenza sull’universo femminile. Secondo vari studi, sembrerebbe che la gravidanza, l’allattamento e l’assunzione della pillola anticoncezionale siano dei fattori di rischio. Generalmente riguarda entrambe le orecchie. La fascia d’età più colpita risulta quella tra i 20 e i 30 anni.

Sintomi

Il decorso di questa patologia è molto lento. Il sintomo principale è la riduzione dell’udito (ipoacusia). Colpisce solitamente prima un orecchio e poi l’altro. L’ipoacusia si evolve nel corso di lunghi periodi e inizialmente riguarda le parti dell’orecchio deputate alla trasmissione meccanica delle onde sonore, successivamente il danno si estende o alle cellule uditive o alle fibre del nervo acustico. Altri sintomi sono: la paracusia di Willis, un fenomeno che porta il soggetto a capire meglio le parole in un posto rumoroso piuttosto che in uno in cui regna il silenzio; la percezione di vari rumori (fischi, ronzii, pulsazioni, fruscii) da un orecchio o da entrambi, in maniera persistente o a intermittenza. Sono meno frequenti invece le vertigini.

Le cause

Le ragioni alla base dello sviluppo di questa patologia sono a tutt’oggi ignote, sebbene siano state proposte numerose ipotesi eziopatogenetiche (genetiche, embriologiche, biochimiche, ormonali). Recenti studi hanno posto l’accento sul carattere ereditario dell’otosclerosi, questo però non significa che i figli di genitori affetti da questa malattia saranno necessariamente colpiti a loro volta.

acufeni-terapia

Diagnosi

La diagnosi può avvenire secondo diverse metodologie. Acumetria: un esame basato su prove con la voce e il diapason. Audiometria per via aerea: avviene con l’utilizzo di cuffie attraverso le quali giungono i suoni e mediante segnali inviati da un marchingegno appoggiato dietro l’orecchio. Impedenziometria: si utilizza una sonda che viene inserita nel meato acustico medio e permette di misurare la resistenza opposta al passaggio dell’aria nell’orecchio medio.

Terapia

Anche nelle cure esistono diverse opzioni. La scelta dipende dalla gravità della situazione. Il medico può decidere di non intervenire ma osservare il decorso della patologia, riservandosi di intervenire qualora si verificassero peggioramenti. Un’altra possibile terapia è la protesizzazione: opzione consigliata nei casi in cui la perdita dell’udito raggiunge un livello medio-moderato e vi siano controindicazioni per l’intervento chirurgico. La strada chirurgica può essere seguita in due modi: stapedectomia, asportazione totale della staffa compresa la platina (in anestesia locale o generale) e stapedotomia, asportazione totale della staffa ma non della platina.

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