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Con la primavera ritornano il sole, le temperature miti, le passeggiate nei parchi, i prati fioriti, le giornate più lunghe, ma non per tutti la primavera è sinonimo di tutte queste belle cose. Per gli asmatici, infatti, questa stagione può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Sono ben 3,7 milioni gli italiani che temono l’arrivo della primavera, perché i pollini provocano riniti allergiche che, nell’80% dei casi, portano all’attacco d’asma.

Una ricerca tutta italiana ha però trovato una nuova via per la cura di questo disturbo, non si tratta di nuovi farmaci ma di un differente utilizzo di quelli che vengono solitamente impiegati. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Lancet Respiratory Medicine, uscita in questi giorni col primo numero, ha dimostrato che l’associazione fissa beclometasone-formoterolo può essere somministrata con successo anche alla comparsa dei primi sintomi di una crisi, evitando così ulteriori peggioramenti.

Questa nuova terapia permetterà di ridurre i costi legati ai ricoveri e alle eventuali complicanze, secondo dati recenti, infatti, ogni riacutizzazione della patologia costa 1.500 euro, mentre un ricovero di cinque giorni supera i 2000. “Il nostro Paese – spiega il prof. Leonardo Fabbri, direttore della Clinica di Malattie respiratorie dell’Università di Modena-Reggio Emilia – ha tracciato la strada per contrastare una patologia che colpisce 150 milioni di persone nel mondo. Utilizzando anche al bisogno la terapia con beclometasone e formoterolo in formulazione extrafine riduciamo del 36% le riacutizzazioni e di un terzo i ricoveri ospedalieri.”

La combinazione di broncodilatatore e steroide inalatorio, normalmente utilizzata come trattamento di fondo – aggiunge il prof. Alberto Papi, direttore della Clinica di Malattie respiratorie dell’Università di Ferrara – si è rivelata utile anche per inibire le altre componenti del processo patologico. Siamo riusciti così a spegnere le riacutizzazioni, naturalmente a patto di assicurare un adeguato rispetto della terapia da parte del paziente, non indagata nell’ambito dello studio ma che, secondo una evidenza ampiamente riconosciuta dalla comunità medico-scientifica, gioca per l’asma un ruolo cruciale.”

Il farmaco, approvato dall’Aifa, è già disponibile in farmacia in fascia A.

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