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Nel corso degli ultimi mesi si è parlato molto del fondatore della psicosetta di Novara.

Si tratta di un uomo di 77 anni, definito “il dottore”, per via della sua carriera in ambito para-sanitario. Per molti, era una persona apparentemente normale, ma ciò che è emerso dai fatti di cronaca ha lasciato diversi compaesani senza parole.

Si pensava che conducesse una vita tranquilla nella sua villetta tra le campagne di Novara, quando in realtà nascondeva dei retroscena raccapriccianti. L’uomo infatti, si divertiva ad infliggere torture e violenze a giovani ragazze, persino bambine. E la cosa più assurda è che riusciva a guadagnarsi la fiducia di tutte: nessuna lo aveva mai denunciato o creato qualche sospetto.

Un abile manipolatore, definito dagli investigatori come un uomo dall’atteggiamento sempre all’erta e maniacale.

“Le donne erano sue adepte”

Ma in che modo riusciva esattamente ad accaparrarsi l’attenzione di queste donne?

Secondo quanto dichiarato da varie indagini, il “dottoredi Novara aveva creato un mondo parallelo in maniera impeccabile. Le giovani ragazze erano sue adepte e dovevano fare tutto ciò che egli decideva, anche in merito all’istruzione.

E non è tutto: il sacrificio bisognava farlo in tutti i sensi, anche dal punto di vista sentimentale. Pertanto, non potevano avere un altro uomo al loro fianco, perché sennò sarebbero stati guai per loro. Allo stesso tempo, dovevano appartenere ad una famiglia di suo gradimento: in caso contrario, l’uomo le ripudiava.

Il 77enne si è sempre fatto chiamare dottore e sfruttava la debolezza psicologica di tutte queste donne. Sapeva benissimo come “ipnotizzarle”, mettendo il coltello nella piaga sulle loro fragilità. E come potete ben intuire, anche dal punto di vista sessuale, erano costrette a sacrificarsi a suo piacimento…

Una vicenda che ci fa riflettere molto: quanti altri “dottori” esistono al giorno d’oggi, passando inosservati o addirittura per brave persone?

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