Appena rientrato dagli europei in Israele, dove pensava semplicemente di dare un ‘contributo’ alla squadra azzurra, Nicolò Martinenghi con i suoi 59’’31 ha avuto l’onore di battere il record del 2011 di Fabio Scozzoli al Settecolli di Roma ed ha ottenuto il secondo posto del crono stagionale mondiale alle spalle del ‘mostro sacro’ Adam Peaty nei 100 rana.

Ha ricevuto 4 medaglie d’oro agli europei Juniores di Netanya ed oggi si prepara alla sfida di Budapest per i Mondiali (23-30 luglio), appuntamento che lo vedrà impegnato nei 50 e 100 rana più la staffetta mista.

Non ancora maggiorenne, Nicolò è il nuovo fenomeno del nuoto italiano.

Nessuno alla sua età, prima di lui, era mai riuscito a raggiungere gli stessi risultati: ha grinta da vendere e sta ottenendo un risultato dietro l’altro con umiltà ed impegno senza, almeno per ora, montarsi la testa.

 

Biografia

Nicolò Martinenghi nasce a Varese l’1 agosto 1999 e vive attualmente ad Azzate.

Il nuotatore italiano, che quest’anno ha battuto il record italiano nei 50 (26’’97) e 100 (59’’23) rana, ha iniziato a nuotare al’età di 6 anni: in realtà, odiava l’acqua ma veder nuotare il fratello maggiore Jacopo lo affascinava.

Scoprì, ad un certo punto, che l’ambiente acquatico gli piaceva: lo stile che gli veniva più naturale era la rana.

Tolta la sua vocazione per il nuoto, lo sport che lo attira particolarmente è il basket (suo padre giocava a pallacanestro).

Tifa per l’Inter anche se il calcio non lo affascina particolarmente, non rappresenta per lui il ‘simbolo’ dello sport in sé.

La sua storia di giovane promessa del nuoto italiano (o, meglio di ranista, il ‘diverso’ della vasca, specialità dallo stile più tecnico) inizia all’età di 15 anni.

Cresce per gradi, senza salti, seguendo un programma lineare, dalle gare provinciali ai Mondiali.

 

I numeri di Nicolò Martinenghi

Marco Pedoja, il tecnico che allena Nicolò Martinenghi, già nel 2014 aveva definito “una delle promesse del Nuoto Italiano” l’allora studente 15enne del Liceo Sportivo Marco Pantani di Busto Arsizio nonché ranista tesserato per il Nuoto Club Brebbia (Varese).

Rientrava già allora nella Selezione Talenti 2020, un gruppo di 5 nuotatori maschi e 5 femmine che la Federazione ha selezionato a lungo termine in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Nicolò Martinenghi è alto 1,87 mt per 86 kg di peso, vanta una grande tecnica e potenza che migliora settimana dopo settimana.

Nel 2015 ha conquistato i record italiani della categoria “Ragazzi in vasca lunga” in tutte e tre le specialità della rana ovvero 28”21 nei 50 (Cremona, 2015), 1’01”48 nei 100 (Roma, 2015) e 2’13”74 nei 200 (Roma, 2015) ottenendo l’en plein anche in corta: 1’00”75 e 2’12”02.

Lo stesso anno, è stato protagonista degli European Youth Olimpic Festival di Tbilisi realizzando la doppietta d’oro 100-200 rana con ben 2 record della manifestazione (distanza inferiore 1’01″75 e la più lunga 2’15”14).

Il suo programma di allenamento

Nicolò Martinenghi si allena 3 volte alla settimana incastrando i suoi impegni di studio e palestra con successo.

Il suo programma di allenamento prevede 30-35 km alla settimana, 8 sedute in acqua, 3 sedute in palestra (durante il periodo di scuola, altrimenti le sedute sono 10).

Il varesino si rivela un atleta saggio, con la testa sulle spalle. Si allena costantemente e duramente e, allo stesso tempo, non trascura la scuola.

Considera prezioso il lavoro fatto con il mental coach perché, come dice lui, “il corpo senza testa non va da nessuna parte”.

Il mental coach, ispirato ai monaci tibetani, è una tecnica che si basa sulla respirazione, le energie del corpo, la gestione dell’ansia: insegna a capire quando lasciarsi comandare dal corpo e quando comandarlo attraverso la mente.

Partendo dall’idea che la nuotata perfetta non esiste (come tutto, del resto) Nicolò sa di dover migliorare in tutto: galleggiamento, partenza, virate.

E’ nato come duecentista e, col tempo, è migliorato nelle distanze brevi (100 e 50).

 

La vita privata del giovane Nicolò Martinenghi

Il giovane atleta, quando non si allena e non studia, segue con passione il basket: tifa Varese, in Nba sta con LeBron James.

Non è un fissato dei social, usa Instagram, ama la musica ed ha una fidanzata, nuotatrice anche lei.

Per Nicolò è normale che un nuotatore sia fidanzato con una nuotatrice. In un’intervista dice anche perché: “Solo i nuotatori capiscono i nuotatori”.

 

Nicolò Martinenghi: i pensieri di un campione in erba

“A volte cerco la fatica. Finire un allenamento distrutto ti dà l’idea che tutto ha un senso e un fine”.

 

“Per me, il nuoto è ancora un gioco: io faccio il professionista due mesi all’anno, per il resto mi vedo ancora come uno studente”.

 

(Vicino al mostro Peaty) “Zero paura, solo stimolo”.

 

“Io non ho idoli, solo punti di riferimento”.

 

“Mi definisco un testardo che ascolta e un competitivo. Le gare sono un piacere, io non vedo l’ora di farle”.

 

“Sono un ragazzo normale, che vive tutto senza lasciarsi influenzare. Non nego che tutto questo successo mi faccia piacere ma devo essere bravo a gestirlo, senza troppe distrazioni”.

 

“Il record non è un obiettivo in sé. Lo è il tempo. Il record fa piacere ma non gli do troppo peso”.

 

“Sono molto cauto con i social: li uso per informarmi ma cerco di limitare l’attività privata”.

 

“L’obiettivo è migliorare il mio tempo. Nuoterò contro il tempo e contro i miei limiti per abbatterli”.

 

“Il corpo senza testa non va da nessuna parte e devi capire quando lasciarti comandare da lui e quando comandarlo tu”. 

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