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I prigionieri di guerra francesi del XIX secolo avevano un passatempo davvero molto particolare. Quale? Realizzare dei modelli di navi con ossa umane! Sì, avete capito bene, usavano le ossa di altri detenuti passati a miglior vita per creare repliche delle imbarcazioni inglesi.

Un hobby che ci ha lasciato in eredità una ricca produzione di questi esemplari, costruiti dai prigionieri durante la loro lunga detenzione che a volte arrivava fino a dieci anni.

Oltre alle ossa umane venivano utilizzate anche quelle degli animali e i capelli degli stessi detenuti, usati per ricreare il cordame delle navi. Ma come si procuravano le ossa? In questo erano di grande aiuto i maiali presenti nel campo dove gli uomini venivano tenuti prigionieri, infatti, scavando dissotterravano le ossa dei defunti. Inoltre, una volta morti questi stessi animali, anche le loro ossa risultavano utili nella costruzione delle navi. Non aveva importanza a chi fossero appartenute, una volta trovate venivano bollite in modo da renderle più malleabili, facilitando così la lavorazione e l’intaglio.

I modelli che sono stati realizzati, al di là del materiale utilizzato che può suscitare ribrezzo, sono davvero molto belli e ricchi di dettagli, per quanto possano risultare un po’ macabri.

 

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