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Nel 2014 il Governo guidato da Matteo Renzi ha introdotto alcune novità in materia di lavoro con il ‘Jobs Act‘ e tra queste una delle più importanti, ancora oggi, è rappresentata dalla NASpI, ossi la domanda dell’assegno di disoccupazione che è stata poi confermata negli anni successivi (compreso il 2019) anche dagli altri governi, mantenendo anche invariato la quota dell’importo mensile riservato a chi ne fa richiesta.

NASpI, chi ne ha diritto?

E allora vediamo come funziona la NASpI e quali sono le categorie dei lavoratori (donne e uomini) che ne possono beneficiare.
Si tratta di una forma di sostegno al reddito destinata a qualsiasi lavoratore subordinato che abbia perso la propria occupazione non per scelta propria e quindi che sia stato licenziato per volontà del suo datore di lavoro. In questa categoria rientrano anche gli gli apprendisti e i soci delle cooperative (sempre che abbiano attivato anche un rapporto subordinato) mentre non sono compresi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni oltre agli operai agricoli ai quali sono destinate altre forme di sussidio.
Possono inoltre inviare domanda di disoccupazione anche i lavoratori che hanno presentato le dimissioni per giusta causa e coloro che hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro in base alla procedura prevista dalla legge n° 604 (15 luglio 1966).
Sono fondamentalmente tre i requisiti necessari per presentare domanda: il richiedente deve essere in stato di disoccupazione, giustificando la perdita del lavoro per cause indipendenti dalla sua volontà, deve avere almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione e anche trenta giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.
In più il richiedente dovrà anche non essere in possesso di occupazione (anche stagionale oppure occasionale) e dichiarare l’immediata disponibilità al lavoro al Centro per l’Impiego, partecipando alle iniziative di ricerca attiva di lavoro proposte dal Centro stesso, altrimenti la sua domanda decadrà.


NASpI Come calcolare l’importo

Ma come si calcola quanto si deve ricevere ogni mese? La somma attribuita mensilmente con la NASpI viene calcolata dall’Ente previdenziale in percentuale sulla base della retribuzione media mensile, considerata come imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni e comunque l’importo massimo non potrà essere superiore ai 1328,76 euro mensili, tetto massimo fissato per il 2019.
Per il calcolo esatto (che comunque possono tranquillamente fare i Caf oppure un commercialista di fiducia) bisogna prendere l’estratto conto previdenziale, che si può richiedere anche con procedura telematica attraverso il sito INPS e sommare tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali ricevute negli ultimi 4 anni, dividendo poi il risultato per il numero di settimane di contribuzione. Il numero ottenuto alla fine deve essere moltiplicato per il coefficiente 4,33. Ed è sempre bene ricordare che l’importo della NASpI verrà comunque ridotto progressivamente del 3% al mese a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione.
Ma quindi quanto dura la Naspi? La durata del sussidio cambia in base alla storia contributiva di ogni soggetto perché viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino ad un massimo di 24 mesi che è il termine ultimo confermato dal governo anche per il 2019.
Per facilitare la vita agli utenti, dall’inizio del mese di settembre 2018 esiste anche uno strumento per determinare con precisione l’ammontare mensile. Sarà sufficiente accedere al portale dell’Inps (www.inps.it), cliccare sulla voce “Tutti i servizi”, poi su quella “Nuova Assicurazione sociale per l’impiego (NASpI): consultazione domande”.
Una volta dentro basta inserire il PIN o lo SPID di riferimento personale e così si potranno cercare tutte le informazioni utili sulla domanda e sul suo stato. Se la domanda di NASpI sarà accolta, cliccando sulla voce “Dettagli” in automatico verrà mostrato il prospetto di calcolo che può essere anche scaricato in versione Pdf e si potrà vedere anche il periodo coperto dall’indennità, compresi gli importi lordi mensili che saranno liquidati al lavoratore disoccupato.


NASpI ,Dove presentare la domanda e durata

La domanda di NASpI invece dovrà essere presentata entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro oppure dal trentesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.
Nel caso poi in cui al termine del rapporto di lavoro per il quale ha richiesto la NASpI il lavoratore decida di cominciare un’attività di lavoro autonomo aprendo quindi partita IVA, potrà fare domanda per riceve l’anticipo Naspi 2019, cioé l’intero importo che gli spetta in un’unica soluzione, a patto ovviamente che gli venga riconosciuto il diritto ad accedere.
La domanda dovrà essere inviata esclusivamente in modalità telematica all’Inps attraverso il sito www.inps.it, se il cittadino è in possesso del PIN dispositivo INPS, oppure tramite Contact Center Multicanale INPS-INAIL, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803164 oppure il numero 06/164164 da telefono cellulare o ancora tramite patronato che è obbligato ad offrire assistenza gratuita.
Una volta fatto questo, basterà soltanto aspettare che arrivino i primi pagamenti con la modalità che avete indicato (conto corrente bancario o postale o altre forme di versamento). Ma attenzione però perché esistono anche casi nei quali la NASpI può essere revocata oppure ridotta.
Il caso più evidente è quando chi la riceve perde il suo status di disoccupato perché nel frattempo ha trovato un nuovo contratto di lavoro. Dovrà comunicarlo tempestivamente all’Ente che eroga il sussidio, perché altrimenti comunque quella cifra gli verrà richiesta indietro.
Stesso discorso vale per la sospensione o la riduzione della NASpI. In particolare la sospensione comincia nel caos in cui il lavoratore disoccupato ottenga una nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata non superiore a sei mesi: durante quel periodo quindi la NASpI sarà sospesa, riprendendo regolarmente al termine del contratto per il periodo residuo spettante (in questo caso non deve essere fornita alcuna comunicazione in quanto la sospensione opera d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie da parte del datore di lavoro).
Infine la riduzione subentra quando il beneficiario dl sostegno svolga attività lavorativa in forma autonoma o subordinata dalla quale comunque derivi un reddito inferiore al limite per conservare lo stato di disoccupazione. In questo caso l’interessato dovrà comunicare all’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività lavorativa il reddito derivante e l’indennità verrà ridotta di un importo pari all’80% dei redditi presunti, calcolati in base al tempotra le date di inizio e fine attività.

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