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E’ in corso in queste ore un blitz nel nel Rione Traiano contro il Clan Puccinelli. Le operazioni, condotte dai Carabinieri del nucleo investigativo, hanno già portato all’esecuzione di 86 misure cautelari nei confronti di persone tutte appartenenti al clan Puccinelli e le accuse mosse nei confronti degli arrestati sono di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio al dettaglio di droga. Accuse aggravate dal metodo mafioso.

Dalle indagini è infatti emerso che nella zona del Rione Traiano, vera e propria roccaforte del clan dove alcuni nuclei familiari confezionavano e vendevano dosi di cocaina, hashish e marijuana all’interno di appositi bunker video sorvegliati e blindati realizzati abusivamente proprio per questo scopo nei sottoscala di alcune abitazioni popolari.

Il tutto poi proseguiva con presidi delle vie di accesso al rione da parte di appositi “check point” che avevano il compito di individuare e guidare i futuri acquirenti alla più vicina zona di spaccio delle sostanze desiderate.

Le zone calde erano poi sorvegliate da “vedette” incappucciate e armate, per lo più giovani, che avevano il preciso compito di allertare i cosiddetti “spacciatori turnisti” dell’arrivo dei Carabinieri con apposite parole in codice urlate direttamente dai tetti. 

L’operazione ha dato modo di azzerare l’organizzazione che aveva compiuto anche azioni di fuoco e danneggiamenti.

In contemporanea all’operazione dei Carabinieri di Napoli del Nucleo Investigativo guidati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, in Calabria si è proceduto nei confronti di 47 indagati affiliati alla cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri responsabili anche in questo caso di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti con l’aggravante delle finalità mafiose. Il modus operandi del clan calabrese ricorda quello del clan napoletano dato che anche in questo caso le indagini hanno rilevato l’esistenza di tre piazze di spaccio gestite dalla cosca. E’ emerso, inoltre, che gli illeciti ricavati erano utilizzati per il sostentamento degli affiliati alla cosa al momento detenuti e per le rispettive famiglie.

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