Da inviata a conduttrice de Le Iene, Nadia Toffa ha dimostrato la sua grinta, curiosità, schiettezza e voglia di verità già al suo esordio: è, attualmente, una delle giornaliste d’inchiesta più attive che lavorano al servizio della comunità svelando quanto viene taciuto o volutamente non detto e non fatto.

E’ seguitissima ed amata da chiunque prediliga indagini senza peli sulla lingua: sono stati fin troppi i suoi servizi impegnativi e pericolosi rimasti nella memoria dei telespettatori.

Nel passaggio da inviata a conduttrice della storica trasmissione Le Iene creata da Davide Parenti in onda su Italia 1, ricordiamo il programma OpenSpace con cui Nadia permetteva a chiunque da casa di porre domande (anche più indiscrete e curiose) a personaggi famosi.

Conduttrice sì, ma mai toglierle il gusto di fare l’inviata, viaggiare, intervistare, intervenire, indagare in prima persona e in loco.

 

Biografia ed esordio in Tv

Nata a Brescia il 10 giugno 1979, frequenta il Liceo classico Arnaldo; si laurea in Lettere e filosofia all’Università di Firenze con la tesi sulla “Storia della chiave iconografica di San Pietro” trasferendosi, successivamente, a Milano dove vive attualmente.

Ha praticato ginnastica acrobatica ed atletica leggera da ragazzina, adora lo sport (lo si intuisce dal suo modo di fare dinamico, spigliato, energico, combattivo) seppure, di recente, sia stata costretta a smettere di andare in bici o sciare per mancanza di tempo.

Il suo esordio in Tv avviene all’età di 23 anni, durante il periodo universitario, come conduttrice del programma Dolce e amaro, un talk show di intrattenimento realizzato per Telesanterno.

Subito dopo la laurea, ha rodato il suo giovane talento come conduttrice di vari programmi e Tg (inviata di cronaca, la sua passione) lavorando per 4 anni con Retebrescia: come racconta la stessa Nadia Toffa “lanciavo i miei reportage appena scritti e montati… da ridere…”.

 

Nadia Toffa inviata e conduttrice de Le Iene

Nadia Toffa indossa la prima volta l’inconfondibile completo nero da Iena nel 2009, l’anno della svolta per lei.

Approda su Italia 1 dove la Iena inviata inizia a fare le sue piccole inchieste per, poi, specializzarsi in indagini importanti (le truffe ed i grandi problemi che assillano l’Italia).

Come dimenticare, in particolare, la sua inchiesta su presunte truffe di farmacie ai danni del Servizio Sanitario Locale, lo scandalo Ilva, la Terra dei Fuochi (lo smaltimento illegale dei rifiuti) in Campania?

La lista è lunga, citiamo solo pochi esempi dei suoi servizi che la vedono ‘scavare’ in questioni di grande rilievo.

Chi di voi ricorda qual è stato il suo primissimo servizio come inviata delle Iene?

Il rimborso dell’IVA sulla tariffa dei rifiuti: risposta esatta.

Si è particolarmente impegnata a favore della lotta contro il gioco d’azzardo e le slot machine tanto da aver pubblicato, nel 2014, un libro inchiesta sull’argomento: Quando il gioco si fa duro (ve ne parleremo meglio più avanti).

Tra le varie Iene, Nadia è la Iena più ‘ridens’ ed il successo per lei è immediato, lo dimostra ancora oggi: l’inviata diventa, nel 2016, conduttrice ufficiale affiancando Geppi Cucciari e Pif, ma la conduttrice non vuole saperne di rinunciare al suo ruolo di inviata, è più forte di lei.

Dopo una breve pausa, è tornata a condurre Le Iene il 16 ottobre 2016 al fianco di Paolo Calabresi, Matteo Viviani, Andrea Agresti e Giulio Golia.

Nadia Toffa, prima di passare alla conduzione de Le Iene, ha presentato nel 2015 il talk show OpenSpace mandato in onda in prima serata su Italia 1 dando modo ai telespettatori da casa di scatenare la loro curiosità al telefono facendo domande a personaggi famosi: lei lo sa bene quanto sia difficile frenare i ‘perché’, curiosa com’è. Il programma, ideato dai produttori de Le Iene, è durato quattro puntate.

 

Denunce per diffamazione e premi

Uno dei servizi più famosi firmati da Nadia Toffa per Le Iene è stato quello su presunte truffe di farmacie che le è costato un processo per presunta diffamazione.

L’aggressione di Eleonora Brigliadori (quando la Toffa la incalzava sui suoi metodi anticancro che non prevedono chemioterapia), in confronto, sembra uno scherzo.

Per contro ed in onore della vera cronaca, Nadia Toffa ha ricevuto il 15 aprile 2015 il primo premio nella sezione TV del Premio Internazionale Ischia di Giornalismo.

Quando il gioco si fa duro

Il 2 aprile 2014, è uscito Quando il gioco si fa duro (dalle slot machine alle lotterie di Stato), il primo libro inchiesta firmato da Nadia Toffa nonché manuale su come difendersi in un Paese travolto dall’azzardomania.

Si tratta della prima inchiesta effettuata in Italia che riguarda sale da gioco, slot machine ed affari d’azzardo (Gratta e Vinci, scommesse, videolottery).

Nadia ricostruisce l’evoluzione di questo business, si chiede in che modo le organizzazioni criminali si insinuano nel business, mettendo in risalto le riforme ed i provvedimenti ‘non’ presi dalle autorità e dalla classe politica e spiega come fare a guarire dalla dipendenza dal gioco d’azzardo, dalla cosiddetta ludopatia, una vera piaga sociale.   

 

Nadia Toffa racconta di sé

“Ricordo le acrobazie da ragazzina, facevo ginnastica artistica, salti mortali ovunque. Ero sempre con le gambe all’aria a fare capriole e, poi, a correre. In qualsiasi posto, arrivavo correndo. Sembravo Forrest Gump, non so perché ma avevo fretta di arrivare, fretta di vivere, volevo di più…”.

 

“A 16-17 anni andavo in strada, giocavo sempre con i maschi. Ero ‘zero trucco, zero tacchi’. I primi li ho indossati dopo i 20 anni, ero un maschiaccio”. 

 

“Il passaggio alla TV nazionale me lo sono fortemente cercato, piantonando l’ufficio del gran capo e, inizialmente, incamerando un sacco di no. Ero entusiasta, presa da una grande caparbietà e, allo stesso tempo, da un pizzico di incoscienza”.

 

Mi butto a capofitto nelle situazioni e amo il contatto con la gente… È un bene, ma richiede un impegno emotivo molto forte”.
“Sono sempre me stessa, se sono iena in video, lo sono anche nella vita. Se sono a cena e si parla di un argomento che mi interessa, mi indigno anche a tavola, senza le telecamere. Per me, questo non è un lavoro”.

 

“Il lavoro è una cosa, come vivo la mia vita privata è un’altra. Non condivido la mia vita privata con il pubblico, bensì con le persone che mi stanno vicino”.

 

“Non ho mai detto niente su un ipotetico lui. Non parlo della mia vita privata perché ne ho poca e, quindi, preferisco tenerla per me. Ma è davvero pochissima, non c’è molto da dire”.

 

“Faccio il nodo alla cravatta in pochi secondi. In realtà, l’ho sempre saputo fare, fin da piccola, perché amavo guardare mio padre mentre lo faceva. Insieme alla barba, un’altra cosa che mi ha sempre incantato. Lo guardavo con la schiuma sul viso, il rasoio in mano. Così, ho imparato presto a fare il nodo alla cravatta, ma poi non ci ho mai provato per anni. Finché mi sono ritrovata a doverlo fare ogni giorno. Oggi, sono brava anche a farlo agli altri”.
“La mia soddisfazione più grande? Le persone che ho conosciuto per lavoro, quelle che ti abbracciano perché sanno che sei lì per loro”.

 

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