Progetto al Sant’Orsola di Bologna

La musica come terapia. Sono ormai tanti gli studi incentrati sugli effetti benefici della musica sui malati. Le note placano l’ansia, incidono positivamente sull’umore dei pazienti e li aiutano ad affrontare le cure più difficili. Da qui è nato il progetto promosso dal maestro Claudio Abbado, “Mozart 14”, attivo al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, basato su iniziative di musicoterapia pediatrica.

Musicoterapia: gli studi e le inziative

I primi studi scientifici sugli effetti della musicoterapia in ambienti ospedalieri, in particolare a livello pediatrico, sono stati eseguiti all’inizio degli anni ’90 e hanno messo in luce come la musica contribuisca a ridurre l’ansia e a controllare il dolore, ma anche a migliorare le capacità relazionali del bambino-paziente.

In un reparto come quello oncologico, in cui i piccoli devono affrontare lunghi ricoveri e terapie invasive, la musica può essere di grande aiuto.

“Noi medici sappiamo misurare il dolore – spiega Andrea Pession, responsabile del reparto di oncoematologia pediatrica – ma facciamo fatica a valutare la sofferenza, la paura: la musicoterapia aiuta a combatterle.”

Si tratta di un’emozione intima che permette ai bambini di confrontarsi con le loro paure e i loro desideri, e di esprimere emozioni bloccate. “Il bambino si distrae e il momento brutto passa: un dolore, la nausea da chemioterapia…”

Non solo. La musicoterapia consente anche di valutare le condizioni psicofisiche del paziente, sopratutto in bambini molto piccoli, come la difficoltà a eseguire un movimento.

Ciò ha portato i reparti di Neonatologia e di terapia intensiva neonatale a dar vita a delle iniziative in cui i terapisti propongono canzoni e ninne nanne che i genitori stessi possono cantare accompagnati da semplici strumenti.

Questo può essere messo in pratica anche con i bambini prematuri. “I genitori sono abituati a vedere i bambini nell’incubatrice, distanti e poco reattivi – spiega Chiara Bartolotta, operatrice del progetto – e si emozionano quando li vedono accendersi grazie alla musica.”

musicoterapia pediatrica

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