La scoperta delle tomba di Nefertari, nella Valle delle Regine a Luxor, da parte della missione italiana guidata dall'egittologo Ernesto Schiaparelli, celebra 110 anni. Un evento ricordato al Cairo con una mostra fotografica nel Museo Egizio di piazza Tahrir, "Nefertari 1904-2014", inaugurata l'8 dicembre dal ministro delle Antichità egiziano, Mamdouh Eldamaty, e dall'ambasciatore italiano, Maurizio Massari. ANSA/Laurence Figa'-Talamanca

Nel Museo Egizio di Torino, a detta dei maggiori esponenti archeologi dell’università di York, sarebbe conservata la mummia di Nefertari, una delle regine più celebri dell’antico Egitto, identificata da quest’ultimi, per l’appunto. 

Nefertari sarebbe stata la moglie preferita del faraone Ramses II, una delle regine più famose e potenti dell’Egitto. E’ proprio a Torino che, in una teca, sono conservate le gambe della regina. Per confermarne l’appartenenza, sono stati fatti numerosi esami genetici, antropologici e di datazione al radiocarbonio. Dagli studi condotti emerge che i resti possono risalire ad una donna di circa quarant’anni e, inoltre, le gambe portano a pensare ad una mummificazione del tredicesimo secolo. 

E’ stato l’archeologo italiano Ernesto Schiaparelli a scoprire nel 1904 una tomba dedicata alla moglie preferita del faraone. Inoltre, Ramses dedicò alla moglie un tempio molto conosciuto. Quest’ultima conteneva dei resti inviati al Museo Egizio di Torino che, fino ad ora, non erano ancora stati analizzati o, per meglio dire, le tecnologie passate non erano ancora in grado di rivelare tutte le certezze che al giorno d’oggi sono state fornite. Il museo di Torino continuerà nelle analisi dei resti per fornire maggiori informazioni al riguardo. 

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