L’appello di Giovanna su facebook

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Se trovare lavoro è già difficile per un ragazzo giovane, figuriamoci per un uomo che ha superato la soglia dei 50 anni. Lo sa bene Giovanna Gallo, figlia di un papà che, come tanti, ha perso il lavoro in un’età in cui trovarne un altro non è affatto semplice. Giovanna ha voluto lanciare un appello su facebook, uno sfogo che ha dato voce a tanti altri ragazzi e ragazze che si trovano nella sua stessa situazione. Il suo messaggio ha fatto rapidamente il giro del web.

 “Mio padre ha perso il lavoro l’anno scorso. Da allora – vive in Calabria – un posto dove la crisi è ancora lì che batte fortissimo contro le finestre delle famiglie – è stato tutto un fiorire di ‘No’. Perché ha 57 anni, perché è un tipografo ma vecchio stampo – di quelli che il ‘Il pc come si accende?’ – in un mondo di grafica digitale che giustamente si è evoluto, che ha però davvero tanta voglia di lavorare. Immagino che anche voi potrete enumerare casi simili a quello di mio padre, tanto più se vivete al Sud. Ecco, io oggi volevo dire una cosa: non c’è cosa più triste di quando tu sei serena, felice e soddisfatta della tua vita ma quelli a cui vuoi bene no. Così ho deciso di prendere in mano la situazione, di contattare tutte le tipografie che Google mi ha suggerito, poi sono passata alle copisterie e infine ai bar. È stata una disfatta. 

Per me è stato straziante e allo stesso tempo tenero vederlo girare, per i primi tempi, con una lista lunghissima scritta a mano, con i nomi delle tipografie del circondario presi dalle Pagine Gialle, lui che non ha mai fatto un colloquio in vita sua, ma ci pensate, vostro padre, che fa un colloquio? Ci pensate a costruirgli un curriculum? Ha dovuto strappare il foglio, e perdere un po’ la speranza di trovare qualcosa, una cosa piccola, che lo accompagni fino alla pensione.

Voi sareste pienamente felici della vostra vita, del vostro lavoro, sapendo che chi vi è vicino non lo è? Ecco, io ho pensato una cosa: ci vantiamo tutti che il networking è la cosa fondamentale del web, che i gradi di separazione si riducono, che i contatti sono la cosa fondamentale. I ho solo quello: contatti. E magari uno conosce tizio, che conosce Caio, che in Calabria, nel catanzarese, cerca qualcuno che gli dia una mano. Ho pensato: scrivo minchiate, di solito, perché mi piace far ridere e poi sono una persona leggera, che c’è di male, in fondo? Non c’è niente di male nella leggerezza, se fa bene a me e agli altri. Ma questa volta no. Io voglio arrivare a casa, questo Natale, e dire a mio papà: Forse c’è ancora una speranza per te, che hai solo 57 anni e tanta voglia di lavorare. Secondo voi ce la farò?”

 

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