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Proprio l’altro giorno le pagine di cronaca hanno riaperto un caso risalente al 1977, ossia quello di Mauro Romano. Si tratta di un bambino scomparso di soli 6 anni a Racale, un paese situato nella provincia di Lecce.

Cosa avvenne il 21 giugno di quell’anno?

Mauro Romano scomparso

Era appena cominciata l’estate e Mauro si trovava presso la casa dei nonni materni, insieme ai suoi fratelli. 

Ci sarebbe dovuto restare per alcuni giorni, in quanto i suoi genitori erano andati a Napoli, per il funerale del nonno paterno. Ma in quel 21 giugno avvenne l’ultimo avvistamento di Mauro, insieme ad alcuni coetanei. Da tale momento, non si seppe più nulla.

Una storia davvero particolare, ricca di dubbi ed intrighi. Com’è possibile che nonostante le varie indagini nessuno sia stato in grado di ritrovare il bambino? Qualcuno lo ha rapito o è stato ucciso?

Nel corso degli ultimi quarant’anni, ci sono state numerose testimonianze (alcune false) e più spuntavano elementi, maggiore era la difficoltà di giungere ad una conclusione. Allo stesso tempo però, secondo il GIP, sembrerebbe che ci sia stato un certo clima di omertà da chi doveva andare a fondo nella questione.

Come mai hanno voluto gettare la spugna con tanta facilità?

Parla Bianca, madre di Mauro Romano

Visto il caso riaperto, diversi programmi televisivi hanno voluto occuparsi delle interviste.

Ad esempio a “Storie Italiane” (trasmissione condotta da Eleonora Daniele), c’è stato un collegamento diretto con Bianca, madre di Mauro Romano. Nonostante siano passati quasi 43 anni dalla scomparsa, la donna si dichiara affranta da tutta questa situazione.

Non ce la fa più a vivere, si sente male, è davvero troppo il male che le hanno fatto. Nonostante tutto, le autorità hanno fatto il loro dovere ma non sono riuscite a risolvere la questione. Bianca spera vivamente che questa sia la volta buona per ritrovare suo figlio.

Successivamente, ha voluto raccontare la dinamica dei fatti, risalenti a quel 21 giugno del 1977. Bianca afferma di aver lasciato Mauro a casa dei suoi suoceri.

E nel corso della giornata ricevette una telefonata in cui la informarono che il bambino fosse scomparso, che lo stavano cercando da alcune ore ma senza alcun esito positivo.  L’ultima volta che fu visto era insieme ad altri bambini, a giocare a nascondino.

Una volta lanciato l’appello, Bianca dice che le forze dell’ordine accusarono la famiglia in primis, ed in particolare lei e suo marito, nonostante avessero l’alibi del funerale a Napoli.

Si passò poi alle accuse verso i nonni (ossia i genitori di Bianca), dicendo che era stato suo padre ad ammazzare Mauro, e che sua madre fu incaricata alla sepoltura. Una vera e propria brutalità, che in un certo senso fa pensare al caso di Avetrana e all’omicidio di Sara Scazzi (avvenuto nel 2010).

Per lei e suo marito, vivere in quel paesino di Lecce era diventato impossibile, specialmente 40 anni fa, dove la mente era ancor più retrograda.

Così, ha spiegato ad Eleonora Daniele che decise di trasferirsi in Svizzera, per poter tornare a respirare un po’ e allontanarsi da tutte quelle male voci che non facevano altro che incolpare Bianca e tutta la sua famiglia.

Bianca oggi è una signora anziana e suo figlio Mauro, avrebbe dovuto compiere 48 anni. E’ stanca e chiede aiuto alle autorità e che possa decadere questo velo di omertà.

Mauro Romano caso riaperto

A questo punto, molti di voi si staranno domandando quale sia l’elemento che ha fatto riaprire il caso di Mauro Romano.

La risposta è semplice. Proprio un paio di giorni fa, la polizia locale ha arrestato un uomo di 70 anni per violenza su minori ed è la stessa persona che chiamava Bianca in maniera anonima. E non è tutto: le chiedeva del denaro, dicendole che in cambio le avrebbe dato alcune informazioni legate a suo figlio Mauro.

A tal proposito, Bianca ha detto:

“Vorrei che le autorità aiutassero il mio avvocato affinché si riuscissero a trovare le ossa di mio figlio per provare a risolvere questo caso. Non voglio fare del male a nessuno, vorrei solo sapere prima di morire che fine ha fatto mio figlio, ho il diritto di saperlo. Se fosse vivo sarebbe già tornato a casa dopo 42 anni”.

E non ha tutti i torti. Perché non si sta parlando di un neonato ma di un bambino che aveva 6 anni e di certo si ricordava benissimo della sua famiglia. Alla prima occasione per fuggire, sarebbe sicuramente tornato da loro.

Ricostruzione dei fatti

Durante l’intervista a “Storie Italiane”, parla anche l’avvocato della famiglia Romano, Antonio La Scala, il quale ha voluto fare una ricostruzione dei fatti.

Secondo lui, le indagini si sono mosse sin da subito all’interno della famiglia, pensando ad una possibile vendetta da parte di qualche parente stretto (come spesso accade per altri casi di scomparse o omicidi). Però, in questa maniera non si ha avuto modo di giungere ad una vera e propria conclusione.

La Scala ha aggiunto inoltre che la signora Bianca ha ricevuto ben sette telefonate per una richiesta di denaro… e pensate un po’? Chi ci ha rimesso in tutto ciò è stato il telefonista, arrestato e che per giunta dichiarò di non c’entrare nulla con il caso di Mauro Romano.

Le indagini sono andate avanti per ben 30 anni e in questo lasso di tempo gli sforzi per capirci qualcosa in più son stati davvero minimi o comunque sempre incentrati nell’ambiente familiare.

Tra l’altro, un elemento alquanto interessante giunse nel 2011, quando arrivò una lettera da parte di un killer appartenente alla Sacra Corona Unita. Egli scrisse alcune parole da detenuto in carcere, spiegando che era a conoscenza di una serie di fatti riguardo la scomparsa di Mauro Romano.

Ma nel momento in cui questa persona chiede di confrontarsi con il procuratore di Lecce, che però rifiuta e non solo: decide anche di archiviare il caso. L’ultimo indizio invece, riguarda il pedofilo settantenne arrestato. Perché non andare avanti e cercare di scoprire maggiori informazioni?

Bianca, la madre di Mauro Romano, risulta essere super agguerrita a riguardo e spera vivamente che si possa finalmente giungere ad una conclusione. Ci riuscirà?

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