Qual’è il lato psicologico dei colori? Che cosa si nasconde dietro le loro sfumature?

I toni dei loghi più celebri hanno tutti uno studio specifico alle spalle che ne riconosca l’unicità.  Ad esempio, il ‘blu facebook’ è ormai inconfondibile.

Ma perchè questa scelta? Dalla sua nascita nel 2004 la tonalità del celebre social network   ha avuto un enorme successo, tanto che il blu e l’azzurro rappresentano anche altri social come  Twitter o Flickr.

Sembra che Mark Zuckerberg  prima di fondare Facebook scoprì di avere una forma di daltonismo al verde e al rosso. «Il blu è il colore più ricco per me» disse in un’intervista al New York Times «riesco a vederlo bene, nella sua interezza».

Di solito la scelta  dei colori per lanciare di un nuovo prodotto, richiede analisi molto complesse.  Infatti il 90% dell’attenzione che abbiamo quando ci troviamo difronte a un logo è catturata proprio dalla colorazione.

Alcune ricerche  elettroencefalografiche (EEG) sottolineano che la tonalità di un prodotto  ha un elevato impatto sul  nostro cervello prima ancora  di guardare la merce stessa.

Secondo gli esperti il blu ,  diffonde sicurezza, calma , serenità e riduce l’aggressività, emanando dunque sensazioni di benessere per la nostra psiche.

I risultati una ricerca condotta da  KISSmetrics,  piattaforma web americana che si occupa di  analisi statistiche, hanno sottolineato che le donne sul web preferiscono  il blu, il viola e il verde. Non amano però  l’arancione, il marrone e il grigio.

Gli uomini invece  preferiscono il verde, il blu  e il nero, anche in questo caso è poco tollerato  il marrone.

Le scelte cromatiche più utilizzate dai brand più famosi al mondo sono blu ( 33% dei casi), rosso (29%), grigio o nero (28%) e giallo o oro (13%).

Inoltre il 95% delle grandi marche  sceglie solamente uno o due colori nel proprio logo.

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