Polemiche sul maltempo in Sardegna. Scambio di accuse tra sindaci e Protezione civile

gabrielli

Una notte relativamente tranquilla per la Sardegna flagellata dal ciclone Cleopatra. Le vittime sono 16, ma si è ancora alla ricerca di un disperso tra Bitti e Onanì. 2300 persone hanno dormito fuori casa, assistiti dalla protezione civile, polizia, carabinieri, forestali e Gdf ad Olbia. Numerosi anche gli interventi dei vigili del fuoco, dei militari della Brigata Sassari, del Genio e della Guardia costiera.

Un evento eccezionale, è stata definita così questa violenta perturbazione che ha messo in ginocchio l’isola. Accanto all’eccezionalità dell’evento, sicuramente innegabile, c’è però anche la sensazione che qualcosa a livello locale non abbia funzionato, una sensazione che col passare delle ore diventa sempre più una certezza. I cittadini sono stati i primi a denunciare i mancati avvisi “Siamo rimasti per ore senza luce né telefono. Non sapevamo cosa stesse succedendo”, racconta una donna di Olbia, la città più colpita. “Nessuno ci ha avvisato di nulla. Non si era mai vista tanta acqua ad Olbia ma se questa è una zona a rischio, perché nessuno ci ha avvisato? Dovevano dirci da ieri di non uscire di casa. Io ero a scuola quando è successo il disastro e non potevo tornare a casa: ora ho perso tutto, chi paga i danni?”, le fa eco un’altra signora.

I sindaci si difendono e passano la palla avvelenata alla Protezione civile. Perentoria la risposta di Franco Gabrielli, Capo della Protezione Civile “Previsioni e allerta vengono dati con i nostri meccanismi, a qualcuno piacerà o no, noi 12 ore prima di eventi significativi emaniamo avvisi di criticità”, ha dichiarato al Gr1 Rai. In Sardegna l’avviso “l’abbiamo mandato alla regione 12 ore prima delle criticità, la regione lo deve inviare alle prefetture e ai comuni. Basta con le accuse generalizzate e le polemiche pretestuose.” È increscioso che in questo Paese si costruiscano polemiche sul nulla – continua Gabrielli – Il sistema di allertamento nazionale fa riferimento allo schema costituzionale. La Protezione civile è una materia concorrente dove lo Stato dà le direttive e le regioni danno le norme di dettaglio.” “Ribadisco ancora una volta – aggiunge Gabrielli – che alcune regioni non si sono ancora dotate di un piano di pianificazione degli interventi. Ed io ripeto che le previsioni sono importanti, ma se non c’è pianificazione, tutto è inutile. Basta allora con le polemiche pretestuose. E si sappia che intorno al sistema nazionale di protezione civile lavorano ogni giorno centinaia di persone, con passione e professionalità.”

Oggi, come ricordato dallo stesso Gabrielli, ci sono i funerali di dieci vittime del ciclone, e si è ancora alla ricerca di una persona. Per le polemiche ci sarà tempo…

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