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Nella sua lunga carriera questa trasmissione ha visto più volte Madonna come sua ospite.

Come sempre, anche questa volta sono stati toccati temi importanti. Madonna infatti ha ricordato i suoi primi giorni a New York e la violenza sessuale subita quando era solo una diciannovenne.

Lo scandalo che è scoppiato subito dopo è stato causato da una frase pronunciata dall’attrice nell’intervista: “Non vale la pena denunciare la violenza sessuale. È troppo umiliante”.

Questa frase però è stata decontestualizzata. La cantante infatti, stava parlando della sua esperienza, di come lei si sentisse dopo essere stata violentata e di come lei avesse reagito.

Quello che ha scandalizzato molti è stato il fatto che dopo anni lei fosse ancora ferma sulla sua posizione.

Ora voglio un attimo portare tutti quelli che sono stati ben lieti di puntare il dito sull’artista a riflettere un attimo.

È vero che non denunciare uno stupro è una cosa stupida, è vero che così si favoriscono solamente gli stupratori, ma è anche vero che per denunciare uno stupro bisogna avere un gran coraggio. Non tutte le donne, né tutti gli uomini (perché ricordiamolo, non solo le donne sono soggette a stupro) hanno il coraggio di denunciare ciò che hanno subito. Un po’ per paura, perché molte violenze avvengono all’interno delle mura di casa, un po’ per vergogna, perché ci si sente violate e sporche, come se ci fossero delle macchie sul nostro corpo che in nessun modo riusciamo a lavare, un po’ per non voler rivivere quegli attimi che nel momento in cui vengono vissuti diventano gli istanti più brutti di un’intera vita. Altre volte uno stupro non viene denunciato semplicemente perché si è convinti di non avere nulla da dire sull’aggressore, e che quindi nessuno sarebbe capace di ricondursi ad esso.

Tutte le donne vogliono essere coraggiose, senza paura e senza macchia. La realtà è che non tutte lo sono, e anche se pensano di esserlo, il conto dei fatti si fa solamente quando ci si trova in una situazione del genere, augurando a tutte di non dover passare mai per quest’inferno.

Quindi vi dico, prima di puntare il dito verso chi ha deciso di essere sincera, dicendo quello che pensa e raccontando la sua storia così com’è, senza abbellimenti, senza trucchi, puntate quel dito verso di voi e chiedetevi “Cosa avrei fatto io?”.

L’avete fatto? Bene.

Vi siete risposti che voi sicuramente avreste denunciato l’accaduto? Se il dieci per cento delle persone che hanno risposto così, al conto dei fatti, si comportasse in quel modo, mi stupirebbe.

Morale della favola: se non ci siete passati, non giudicate tanto in fretta.

 

Caterina Perilli

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