Novità nella cura dei tumori

Una macchina in grado di espellere le cellule malate dal cancro: è il frutto di una ricerca eseguita presso l’Irst (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori). Si tratta di una sorta di super risonanza magnetica che ha il potere di “bruciare” le cellule tumorali con precisione, attraverso l’emissione di ultrasuoni ad altissima intensità.

Grazie a uno strumento innovativo, chiamato Rm 3Tesla con sistema Hifu (High-Intensity Focused Ultrasound), sarà possibile “bruciare” il tumore in un’area definita pianificando e monitorando in tempo reale l’andamento del trattamento.

Ci troviamo di fronte a una tecnica meno invasiva e più tollerabile, priva degli effetti collaterali della chemio e della radioterapia.

“La particolarità di questo strumento – spiega Dino Amadori, direttore scientifico dell’Ircs – è di avere una potenza doppia rispetto alla risonanza standard. Ciò permette di vedere lesioni tumorali di solo un millimetro quando in genere sotto i 5 millimetri non sono monitorabili.”

Non solo, sarà possibile approfondire gli studi sul funzionamento degli organi, ad esempio le reazioni delle diverse aree del cervello al dolore, e gli effetti dei farmaci chemioterapici su fegato e cuore, ciò consentirà di modificarne i dosaggi in modo tale da non provocare danni permanenti.

Il macchinario è sottoposto a vari progetti per valutare accuratezza diagnostica, sicurezza, tollerabilità, comfort e costo-efficacia di questo tipo di trattamento. Qualora venisse promosso, si tratterebbe di un grande passo avanti, su scala internazionale, nella cura del cancro.

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