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Tutto nasce da una segnalazione che arriva alla Polizia Stradale da parte di alcuni impiegati della Motorizzazione Civile di Lucca, insospettiti dalle molte richieste di conversione da patenti di guida cingalesi a italiane.
Così i miei colleghi della squadra di polizia giudiziaria della Stradale di Lucca avviano le indagini su 9 cittadini cingalesi, che avevano richiesto la conversione del documento di guida e scoprono così che le loro patenti cingalesi erano false e lo era anche la dichiarazione dell’ambasciata dello Sri Lanka che le accompagnava.
I documenti falsi erano stati procurati da un loro connazionale di 28 anni, residente in provincia di Milano, che poi si sarebbe occupato anche di espletare le pratiche necessarie per la richiesta di conversione in patente italiana.
Quest’ultima era un’operazione alquanto semplice, visto che gli accordi bilaterali tra Italia e Sri Lanka consentono di convertire patenti rilasciate da autorità cingalesi in patenti italiane, senza dover sostenere esami, purché in regola con i documenti e a patto di restituire alla Motorizzazione Italiana la vecchia patente cingalese.
Così con questa conversione i titolari, sebbene non avessero titolo, ottenevano un documento di guida “genuino” regolarmente rilasciato dalle autorità italiane, valido a tutti gli effetti, con il quale potevano circolare liberamente in Italia e all’interno dell’Unione Europea.
Ora sono in corso ulteriori accertamenti in varie località d’Italia per accertare l’esistenza di simili sistemi di conversione fraudolenta e per evitare che persone senza titolo possano guidare rappresentando un pericolo per la circolazione e per tutti gli utenti della strada

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