Si chiama LowLow e sta spaccando su YouTube.

Con il brano Ulisse, tratto dall’album Redenzione, nel momento in cui scriviamo ha già raggiunto quota 21.267.434 visualizzazioni.

Giulio Elia Sabatello, in arte LowLow, è nato a Roma il 4 settembre 1993, è il poeta incazzato del rap italiano ed anche il primo rapper della storia italiana ad aver firmato con la Sugar.

E’ ambizioso, attira l’attenzione con i suoi brani tratti da ‘storie non vere’ ed è questo che vuole: stupire senza raccontare grandi storie se non quelle che la sua rabbia riesce ad inventarsi tipo “E se ti dicessi che a 13 anni ho sparato a un tipo? Non ci crederesti perché non è vero”.

La verità è che nella vita non ha fatto altro che rap e, a parte questo, non resta molto da raccontare.

Nelle mie canzoni parlo quasi esclusivamente di me, il resto lo conosco poco”.

C’è schiettezza, autenticità ed un gran carattere nel suo stile un po’ spaccone di proporsi sul ring del rap.

C’è una gran voglia di fare casino ammaliando bruscamente il sistema emotivo del pubblico, che si tratti di fans o no.

 

LowLow mantiene la promessa fatta a se stesso

LowLow è il risultato ‘distorto’ del nomignolo dato a Giulio da sua madre. Lo chiamava Lolo e questo vezzeggiativo si è evoluto in LowLow, gli è piaciuto e l’ha voluto come suo pseudonimo.

E’ un ragazzo inquieto ed è questo che piace di più di lui. La sua ansia nasce dall’istinto di dimostrare al mondo quanto vale.

All’età di 6 anni, giocando a pallone d’estate ad Anzio, riccio come Maradona, aveva annunciato a tutto lo stabilimento che sarebbe diventato più forte del Pibe de Oro.

A 13 anni, si lancia nel freestyle: insultava la gente in rima e gli pareva troppo fico. Qualsiasi frase, qualsiasi parola gli uscisse dalla bocca d’istinto diventava fuoco.

Alla sua prima esibizione in pubblico, si piazza terzo in una battle del Da Bomb. E’ abile, veloce nella prova rhyming, scarso di statura ma sveglio, molto sveglio. Il suo look vistoso e fuori dai canoni viene dopo anche se attira.

Da quel momento è iniziata la mia guerra” racconta il poeta incazzato.

Il tredicenne cicciottello e sveglio sapeva già cosa voleva dalla vita: diventare il miglior rapper in Italia “e uccidervi”.

Oggi ha 23 anni ed ha già mantenuto la promessa fatta a se stesso con un primato: è il primo rapper italiano ad aver firmato con la Sugar.

Lavora sodo, è testardo e ambizioso, fiero di essere nel roaster insieme ad artisti famosi, che hanno fatto la storia della musica italiana.

Ama la sfida, la competizione ed è una caratteristica tipica del rap come dell’hip hop.

 

Il confronto con i grandi artisti del rap

Chi è ambizioso dà retta al suo istinto e non molla ma pretende anche il massimo da se stesso e vuole anche superarsi.

Dopo la prima euforia che lo vede sul palco ad esibirsi e mettersi alla prova davanti al pubblico, decide di migliorarsi. Migliorare i testi, studiare le metriche dei migliori artisti della scena rap americana (Eminem, Lil Wayne, Big Pun).

Dal 2006 al 2011, s’impone all’attenzione del pubblico partecipando alle battle in giro per l’Italia. Incontra rapper come Canesecco, Gemitaiz, Jimmy e Rancore che lo invogliano ad entrare in studio per registrare come si deve.

Nel 2011, pubblica finalmente il mixtape autoprodotto intitolato Metriche vol.1 a cui collaborano anche Mostro, Gemitaiz e Mixup.

Col suo primo video ufficiale dal titolo 21 motivi supera subito 2 milioni di visualizzazioni su YouTube.

L’anno seguente, esordisce con il suo gruppo NSP registrando per la Honiro Label Socia Mixtape che ospiterà i rapper Canesecco, Mostro, Briga e Rocco Hunt.

Dopo Per sempre, album uscito nel 2013 e realizzato in tandem con il socio Sercho, inizia un live tour con oltre 30 date in giro per lo Stivale che lo impegnerà per tutto l’anno.

Siamo al 2014: il nuovo album contenente 8 tracce, Scusate per il Sangue (SPIS) realizzato con Mostro, arriva primo nelle classifiche di iTunes e Google Play. Un risultato che ‘obbliga sia LowLow che Mostro a tornare in live tour con 40 date.

Il 2015, anno in cui esce il suo Metriche vol. 2, sigilla la fine della collaborazione con Honiro Label.

 

La solitudine del numero 1 incontra la Sugar

Il 2016 è per LowLow l’anno decisivo.

Partecipa insieme ad altri grandi artisti della scena italiana alla colonna sonora del film Zeta di Cosimo Alemà. Per l’occasione, il rapper incazzato sceglie un brano, La solitudine del numero 1, che denota tutte le inquietudini e la voglia di dimostrare quanto vale.

Si immerge seriamente nella scrittura, tira fuori i testi giusti per realizzare il primo vero album da solista della sua giovane carriera di talento rap. Arriva per lui un momento importante: il contratto con la Sugar.

Il primo frutto del nuovo contratto con la Sugar è il singolo Ulisse diretto da Trilathera che, come dicevamo all’inizio, ha raggiunto la quota di 21.267.434 visualizzazioni su YouTube.

Il brano coinvolge emotivamente, fa anche un po’ ballare lo stomaco: racconta di Nico, un ragazzo che fa irruzione in una banca per una rapina. E’ un gesto simbolico dietro cui si nasconde la grande ribellione nei confronti del sistema.

Abbiamo ascoltato e riascoltato il brano e, al momento di spegnere il PC, quando abbiamo letto “Arresta il sistema” suggerito da Microsoft, il pensiero è andato senz’altro a LowLow.

Il singolo anticipa l’uscita del primo album ufficiale sia a marchio Sugar che nella sua carriera visto che, per i precedenti lavori, si è trattato sempre di mixtape.

L’album Redenzione prodotto da Fausto Cogliati (braccio destro di Fedez) è uscito a gennaio di quest’anno e contiene, oltre al gettonatissimo Ulisse: Arirang, Giulio Elia, Il sentiero dei nidi di ragno, Ziggy, Io ti ammazzerei (con Marianne Mirage), Canto V, Bravo, Niente di più stupido di sognare, Borderline e Redenzione.

Tornerà in concerto il 22 aprile 2017.

 

Il rap intelligibile voluto da LowLow

Eminem resta la “stella guida, il più grande modello nel panorama hip-hop” per LowLow.

Lui e Mostro hanno due approcci differenti al rap ma l’obiettivo è identico: è quello di “prendere un beat e distruggere tutto. Hai sedici barre e devi far capire all’ascoltatore che ci sei solo tu e nessun altro. Ogni rima è quella decisiva, ogni strofa è l’ultima. Non esistono rime di riempimento né pause per riprendere fiato”.

Perché il suo stile è vincente?

LowLow ha avuto ed ha l’ambizione di portare in Italia un rap tecnicamente, metricamente e liricamente più complesso rispetto allo standard.

Lui è figlio di due intellettuali, con la sua musica vuole raggiungere non solo il facile target dei ragazzini ma le persone intelligenti. Vuole un rap ‘intelligibile’ che arrivi al prof d’italiano con la stessa potenza ed efficacia con cui arriva al 14enne.

Punta a creare una figura di rapper con la R maiuscola che ancora non esiste e, forse, non è mai esistita.

 

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