Povertà: Sostegno per l’inclusione attiva

Oltre alla social card, la lotta alla povertà passa anche per il Sia, Sostegno per l’inclusione attiva. Il provvedimento, creato dal Governo Letta nel 2013 e rilanciato dal ministro Poletti, viene esteso a tutto il territorio nazionale, dopo una lunga sperimentazione nelle grandi città.

Il piano anti-povertà prevede la concessione di un assegno pari a 320 euro al mese per 180-220 mila famiglie povere o in difficoltà (con un tetto fissato a 400 euro). Si stima che i beneficiari siano tra gli 800 mila e un milione, di cui la metà minori.

Non si tratta di un semplice sussidio, in quanto la sua erogazione è strettamente legata all’impegno del singolo a seguire progetti sociali e lavorativi personalizzati.

Una “misura-ponte”, spiega il Ministro Poletti, in attesa che si completi l’iter parlamentare e attuativo della legge delega di contrasto alla povertà, con la quale il governo vuole avviare “una lotta permanente e strutturale”. Si parte da un budget di 750 milioni di euro per il 2016, risorse che raddoppieranno nel 2017, “così da coprire pressoché tutta la platea dei minorenni in condizione di povertà assoluta”.

Il Sia sarà erogato bimestralmente, per un ammontare pari a 80 euro mensili per membro. Possono fare domanda le famiglie con almeno un minore o un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza con un Isee inferiore o pari a 3 mila euro. Il punteggio che dà l’accesso all’assegno sale con l’aumentare dei figli o se il nucleo è monogenitoriale.

Altri requisiti richiesti: residenza in Italia da almeno 2 anni; non avere un lavoro o altri redditi che superino i 600 euro al mese; non possedere un’automobile nuova.

Le domande possono essere presentate a partire dal 2 settembre.

lotta povertà.

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