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In Italia sono arrivati i Silent Book Club, ossia i luoghi dove poter leggere in perfetta compagnia ma allo stesso tempo in silenzio

Leggere è uno dei passatempi più gettonati, perché consente di immergerci in un mondo tutto nostro. Attraverso le storie narrate, si è in grado di lasciarsi andare con la mente ed immaginare una serie di scenari e situazioni che molto probabilmente non si andrebbero a verificare nella realtà.

Fino ad ora, la lettura in Italia è sempre stata vista come un’attività da svolgere in maniera autonoma, in quanto non richiede interazione, anzi. Gran parte del lavoro viene svolto solo ed esclusivamente dalla nostra mente. Ma con i Silent Book Club, questa concezione ha subito delle modifiche.

Silent Book Club: cos’è

Molti di voi avranno sicuramente inteso il Silent Book Club come una specie di biblioteca ma si stanno sbagliando di grosso. 

Mentre nella biblioteca in teoria bisogna mantenere un silenzio costante nel rispetto di chi ci circonda, i Silent Book Club si basano sia sulla lettura personale di un libro che sulla condivisione

Si svolge così: c’è una persona che organizza un incontro (che può tranquillamente svolgersi nella sua abitazione) ed invita una serie di persone. Una volta raggiunto il numero da essa desiderato, ci si dà appuntamento. E nella maggior parte dei casi ci si incontra tra perfetti sconosciuti.

Durante l’evento, ognuno porta un libro e legge per conto proprio. Ma di tanto in tanto si fa una pausa, ci si scambia una chiacchiera, si sorseggia un buon caffè o tè e ci si confronta su una serie di tematiche, spesso legate a temi culturali.

“Leggere, in fondo, non vuol dire altro che creare un piccolo giardino all’interno della nostra memoria. Ogni bel libro porta qualche elemento, un’aiuola, un viale, una panchina sulla quale riposarsi quando si è stanchi. Anno dopo anno, lettura dopo lettura, il giardino si trasforma in parco e, in questo parco, può capitare di trovarci qualcun altro”. (Susanna Tamaro)

Silent Book Club: dove nasce

In Italia, il primo Silent Book Club ha già riscontrato un notevole successo, lanciando così una vera e propria moda anche tra i più giovani. Infatti, con la scusa della lettura, riescono a socializzare in maniera genuina, senza doversi creare un personaggio sui social network, che spesso non corrisponde alla realtà dei fatti.

Ma a questo punto ci si chiede: dove è nato il primo Silent Book Club?

La risposta è in California e risale al 2012. Qui, due amiche (Guinevere de la Mare e Laura Gluhanich) che erano solite leggere i propri libri in silenzio all’interno di un bar, hanno pensato a questo metodo alternativo con un duplice scopo: socializzare in maniera silenziosa ma allo stesso tempo riuscire a terminare la lettura di un libro entro un tot. Diciamoci la verità, quante volte vi è capitato di iniziarne uno e di non riuscire a finirlo per mancanza di volontà?

Noam Chomsky disse: “Leggere un libro non significa solo sfogliare le pagine. Significa riflettere, individuare le parti su cui tornare, interrogarsi su come inserirle in un contesto più ampio, sviluppare le idee. Non serve a niente leggere un libro se ci si limita a far scorrere le parole davanti agli occhi dimenticandosene dopo dieci minuti. Leggere un libro è un esercizio intellettuale, che stimola il pensiero, le domande, l’immaginazione.”

E con il Silent Book Club, si ha modo di allargare ancor più gli orizzonti della lettura, facendoci sentire più motivati e propensi a socializzare, seppur in silenzio. Senza contare il fatto che si ha modo di conoscere gente affine ai nostri interessi, trovando così nuove amicizie e chissà, magari anche il vero amore! 

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