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Le Iene Show rivela nuovi dettagli sulla vicenda dell’infermiere siciliano accusato di violenza sessuale su alcuni pazienti anestetizzati.

Al momento, l’infermiere accusato di stupro, il 52enne Giuseppe Maurizio Spanò impiegato in uno studio medico al centro di Marsala (Trapani) e comparso davanti al gup lo scorso ottobre 2016, si trova agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico ed è stato rinviato a giudizio.

Sulla base delle indagini della Procura di Marsala, avrebbe abusato di pazienti sedati in attesa di essere sottoposti ad accertamenti diagnostici.

Spanò ha consumato la violenza ai loro danni nello studio medico privato di un gastroenterologo, il dott. Giuseppe Milazzo, il quale afferma di non conoscere i fatti e per il quale gli inquirenti hanno già confermato l’archiviazione.

 

Il caso seguito da vicino da Le Iene

Chi ha scoperto il reato commesso dall’infermiere?

Una donna, una delle vittime dell’abuso che, risvegliandosi dall’anestesia prima del previsto, ha suo malgrado scoperto il ‘vizioso gioco’ di Spanò e l’ha denunciato.

Da lì è scattato l’allarme e tutto quello che sappiamo attraverso le notizie di cronaca.

Le immagini di videosorveglianza che hanno registrato l’anestesista in azione (rapporti parziali o completi con i pazienti abusati sotto anestesia) sono in mano agli inquirenti.

La Iena Giovanna Nina Palmieri ha scavato nella vicenda in cerca di nuovi dettagli intervistando una testimone, una delle vittime coinvolte.

Giuseppe Maurizio Spanò, secondo quanto è stato raccolto dalle indagini, attendeva che il medico terminasse la diagnosi e lo lasciasse solo con i pazienti per lanciarsi in pratiche autoerotiche, palpeggiamenti ma anche rapporti completi. Andava bene tutto per lui, uomini e donne.

Ha consumato un rapporto completo con una donna anziana ma ha anche toccato le parti intime di un uomo. Risultano 7 le vittime, in totale, tra l’8 e il 14 marzo 2016.

 

La testimone: “facciamo questa punturina e non sentirai niente…”

L’inviata de Le Iene Giovanna Nina Palmieri incontra ed intervista una coppia, moglie e marito cui viene dato il nome fittizio di Giulia e Mario. Lei, 65enne, il 14 marzo si è recata col marito presso lo studio del dott. Milazzo dovendo eseguire una gastroscopia.

La ricevono il medico e l’anestesista che, in realtà, anestesista non è ma è un semplice infermiere.

Spanò la fa accomodare in una saletta con al centro il lettino facendole poche domande (farmaci assunti, età). Le fa anche un complimento e le dice “Ora facciamo questa punturina e non sentirai niente…”. L’intervista dell’inviata de Le Iene Palmieri con la donna si alterna ad una ricostruzione di quanto è stato registrato dalla telecamera installata nella stanza dove la signora Giulia è stata violentata.

Si vede l’infermiere che, furtivamente, infila le mani nelle mutandine della donna, ha un rapporto completo con lei anestetizzata, non contento ha anche un rapporto orale.

Il marito era stato invitato ad attendere in una saletta attigua. Giulia viene svegliata con dei colpetti sulla guancia da Spanò, l’infermiere dal volto deformato per metà a causa di un angioma.

 

La notizia sul giornale

Tornando a casa, Giulia nota delle perdite bianche che le sono durate per due giorni.

Il caso vuole che Mario legga sul giornale la notizia dell’infermiere accusato di stupro che riconosce.

Nel frattempo, un’altra paziente, risvegliatasi prima del previsto, scopre tutto e denuncia l’infermiere di violenza carnale. Scatta l’allarme: i carabinieri piazzano telecamere nello studio e per 3 giorni documentano tutto ciò che avviene in quella stanza.

Le Iene hanno realizzato una fedele ricostruzione del video originale…

Mario piange, Giulia in tutta questa vicenda si è sentita ‘schifosa’; lui è stato il primo ed unico uomo nella sua vita e sono insieme da 42 anni.

Le telecamere installate dai carabinieri hanno registrato 5 violenze, oltre a quella ai danni di Giulia.

Perché hanno atteso che si verificassero 6 violenze prima di agire? Il marito di Giulia se lo chiede.

Perché non intervenire subito, al primo caso?

Spanò non ha abusato soltanto di donne ma anche di un uomo. Il medico non era a conoscenza dei fatti?

Il dott. Milazzo ha dichiarato di aver più volte rimproverato Spanò per la sua vita dissoluta…. Occasionalmente, l’infermiere usava il suo studio come pied-a-terre, non lo sapeva? 

“Sto lì molto poco” si giustifica il dott. Milazzo.

Dagli atti risulta però che sapesse da quasi 3 anni che Spanò aveva delle scappatelle extraconiugali consumate fuori orario nel suo studio. Spanò ha lavorato per lui 7 anni…

I pazienti vittime dell’abuso potrebbero chiedere un risarcimento danni e, nel frattempo, dopo lo scandalo il dott. Milazzo ha pensato bene di donare i suoi beni alla figlia.   

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