Si produce di più se si lavora di meno

Quante ore al giorno si dovrebbe lavorare per aumentare la produttività e non incidere negativamente sull’equilibrio psicofisico? Dalla Svezia dicono sei ore.

Il governo svedese ha avviato un esperimento che ha visto il coinvolgimento di 68 infermiere occupate in una casa di riposo. Per un anno il loro orario di lavoro è stato ridotto passando da otto a sei ore.

Dopo 12 mesi, i risultati non hanno lasciato dubbi: le infermiere con orario ridotto erano meno stressate e più felici delle colleghe che hanno invece lavorato a tempo pieno. Non solo, si è registrata anche una diminuzione delle assenze per malattia. Inoltre, le infermiere hanno dimostrato di lavorare con più voglia ed energia, dedicandosi alle loro mansioni con cura e dedizione, con riscontri più che positivi negli stessi pazienti.

Il tema è uno dei più caldi tra gli economisti. Da tempo si discute sul rapporto tra ore di lavoro e produttività, al fine di ottimizzare il legame. Ma al di là dell’esperimento svedese, non sembra che altri Paesi siano intenzionati a introdurre, o almeno a sperimentare, l’orario “ridotto”, e nemmeno avviare un test simile a quello svedese al fine di valutare gli eventuali vantaggi conseguibili.

L’incertezza e lo scarso interesse al riguardo potrebbero dipendere dalla mancanza di uniformità nello stesso mondo scientifico. Sono infatti diverse le posizioni in merito.

Nel 2014 uno studio della Stanford University mostrò che il rapporto tra produttività e lunghezza dell’orario di lavoro fosse in realtà debole. Una ricerca del Family and Work Institute Usa ha invece dimostrato il contrario: più il lavoratore è stanco, maggiore è il rischio di commettere errori. Dello stesso avviso un recente sondaggio britannico: 6 manager su 10 sono convinti che ridurre l’orario di lavoro aumenti la produttività.

Un elemento che incide significativamente sulla diffidenza nei confronti della riduzione dell’orario lavorativo riguarda i costi. La casa di cura protagonista dell’esperimento scandinavo ha dovuto assumere 15 infermiere per poter accorciare l’orario di lavoro. L’aumento della produttività, tenendo conto anche ella diminuzione dei giorni di malattia e di assenza, ha coperto solo il 50% delle spese sostenute per le nuove assunzioni.

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