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Mamma e lavoro: quali sono i miei diritti? Circa il  90% delle neo mamme non rinuncerebbe  al proprio posto di lavoro,  se solo ci fossero orari flessibili e postazioni virtuali.

E’ciò che rileva  uno studio di Regus, il maggiore fornitore al mondo di soluzioni flessibili per sedi lavorative, che ha effettuato una ricerca su 26 mila tra professionisti e piccoli imprenditori di tutto il mondo.

Sono infatti in crescente numero  le mamme che, dopo aver partorito, lavorano qualche mese  part time per poi abbandonare definitivamente il posto fisso, spesso mettendosi in proprio e dando vita ad altre attività.

La ricerca presentata da Ragus in occasione della festa della donna, evidenzia  che per un intervistato su dieci, un orario più elastico,  non  il classico 9-17 con tanto di cartellino, consentirebbe alle donna di conciliare meglio figli e sfera lavorativa.

Inoltre  per l’85% degli intervistati avere un asilo nido nelle vicinanze del luogo di lavoro, favorirebbe il rientro delle neo mamme in azienda.

 Donne in Europa,lavorano gratis per due mesi all’anno

Da quello che trapela dalle affermazioni di Vera Jourovà, commissaria europea per la giustizia, le donne questo mese ed il prossimo “lavoreranno gratuitamente” e questo poiché il genere femminile percepisce un salario ridotto del 16 percento rispetto a quello maschile. 

Le sue percezioni si basano su dati di fatto e, in particolar modo sul differenziale salariale grezzo di genere, ossia la differenza percentuale media tra il salario maschile e quello femminile. Come, però, puntualizza Paola Villa, professoressa di economia a Trento, la percentuale non terrebbe conto di molti fattori, tra i quali quello della netta maggiore disoccupazione delle donne, rispetto agli uomini.

Per l’appunto, una donna su tre, infatti, ha un contratto part time, a fronte dell’un decimo dei lavoratori. Francesca Koch, presidente della Casa internazionale delle donne ha affermato: “Dalle dimissioni in bianco per allontanamento in caso di maternità, alla difficoltà di fare carriera proprio perché penalizzate sul piano della mateLe Donne, in Europa, lavorano gratis per due mesi all’annornità ancora troppo a loro carico a causa della carenza di asili e dell’inadeguatezza dei permessi parentali per gli uomini“.

In conclusione, si presume che le donne oggi percepiscono un salario pari a quello maschile di ben dieci anni fa. 

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