La cascata rossa del ghiacciaio Taylor

Il colore rosso delle sue acque le ha conferito il nome di “Cascata di sangue”, ma in realtà il sangue non c’entra assolutamente nulla con questo fenomeno.

Scoperta nel 1911 da alcuni geologi, è situata sul fronte del ghiacciaio Taylor, nelle Valli Secche McMurdo, in Antartide, una delle più estreme zone desertiche del pianeta.

Per un certo periodo si è pensato che la particolare colorazione fosse dovuta alla presenza di alghe rosse, successive analisi hanno invece rivelato la reale causa: una comunità microbica ha popolato il bacino che quasi due milioni di anni fa rimase intrappolato sotto il ghiacciaio, a circa 400 metri di profondità.

Una crepa nella spessa coltre di ghiaccio ha poi permesso la fuoriuscita della cascata, esponendo così il ferro presente nell’acqua all’ossigeno e trasformandolo in ruggine.

“Il colore rosso dipende dalla presenza di ferro, uno dei prodotti metabolici dei microbi. Quando l’acqua raggiunge la superficie, il ferro reagisce con l’ossigeno, che lo ossida”, ha spiegato Ariel Anbar, uno dei membri del team di ricercatori guidati da Jill Mikucki del Dartmouth College.

“Se c’è vita al di sotto di questo ghiacciaio, chi dice che non ci possa esserci anche sotto la calotta polare di Marte o quella di Europa, uno dei satelliti naturali di Giove?”, si chiede Jill Mikucki.

Secondo i ricercatori, infatti, le stesse condizioni potrebbero trovarsi anche su altri pianeti, dettaglio che rende questo ambiente un importante laboratorio naturale per effettuare nuovi studi.

Nel 2012, il fronte del ghiacciaio Taylor e “la cascata di sangue” sono entrati a far parte dell’Area Antartica Specialmente Protetta (ASPA).

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