Jobs Act: la Consulta ha deciso

La Consulta ha deciso che l’indennizzo che prevede il Jobs Act nel caso di licenziamento illegittimo, è incostituzionale. 

Per di più, neanche l’adeguamento recente previsto dal decreto di Dignità basta a modificarne l’impianto. La consulta rende nota la decisione presa tramite un comunicato, aspettando che tra qualche settimana la sentenza venga resa nota. 

In questo comunicato si legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo  3, comma 1, del Decreto legislativo n.23/2015 sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti; nella parte non modificata dal successivo Decreto di legge, conosciuto anche come decreto di Dignità. 

Questa è la parte che determina in modo alquanto duro, l’indennità che interessa il lavoratore in caso di licenziamento ingiustificato. 

Secondo i giudici, poi, l’ipotesi di un’indennità che va ad aumentare solo per il fattore anzianità di servizio del lavoratore, è contraria a tutti i principi di ragionevolezza e di uguaglianza. Essa inoltre va in contrasto con il diritto e la tutela del lavoro, stabiliti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione.

Il Jobs Act presentato dal governo Renzi prevedeva in indennizzo di licenziamento compreso tra 4 e 24 mensilità. Esso poi veniva calcolato in 2 mensilità per ogni anno di servizio prestato.

Questa norma è stata poi modificata, solo in termini di numeri dall’attuale governo, che ha portato ad un minimo di 6 ad un massimo di 36 mensilità. Il meccanismo però non è stato modificato.

Infine per quanto riguarda tutte le altre faccende riguardanti i licenziamenti, sono state dichiarate inammissibili oppure infondate.

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