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Cos’è la Naspi

Tra pochi giorni, a maggio, farà il suo debutto la Naspi, la nuova indennità di disoccupazione che sostituisce l’Aspi e la mini ASpi.

L’indennità viene erogata per la metà delle settimane retribuite negli ultimi 4 anni precedenti il licenziamento, quindi, se la persona ha lavorato in modo ininterrotto può avere l‘indennità per 24 mesi invece che per 16, come da precedente sussidio, e indipendentemente dall’età anagrafica che invece contava per l’Aspi. La durata massima della fruizione scenderà però a 18 mesi a inizio 2017. I lavoratori stagionali dovrebbero ottenere un’indennità per un numero di mesi inferiore rispetto all’Aspi, ma su questo punto il ministero del lavoro ha assicurato chiarimenti.

La Naspi viene calcolata in base alla media delle retribuzioni degli ultimi quattro anni e il sussidio è pari al 75% della retribuzione nel caso non superi i 1.195 euro. Se invece la retribuzione è più alta si aggiunge a 1.195 euro il 25% del differenziale tra questo e la retribuzione con un massimale per l’indennità di 1.300 euro. Il limite massimo è però più alto di quello Aspi.

Inoltre, si ha una decurtazione dell’importo del 3% ogni mese dal quarto mese di fruizione. Se si prende l’indennità per 16 mesi le penalizzazioni alla fine sono del del 39% con la Naspi e del 30% con l’Aspi.

La nuova Naspi prevede un tetto per la contribuzione figurativa nel periodo di fruizione della prestazione, limite non previsto per l’Aspi e fissato a 1,4 volte l’importo massimo dell’Aspi (1.300 euro per il 2015) e quindi per quest’anno è a 1.820 euro.

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