Catturato proprio lì dove aveva colpito. E’ arrivata la tanto attesa svolta nelle indagini sulla strage di Capodanno dopo che la polizia tura ha arrestato Abdulgadir Masharipov, uomo di origine uzbeka e sospetto militante dell’Isis e sospettato di essere l’attentatore al nightclub ‘Reina’ in cui morirono 39 persone. Masharipov è stato arrestato ieri sera, lunedì 16 gennaio, in seguito ad una mirata operazione di polizia nel quartiere di Esenyurt, alla periferia europea di Istanbul. 

Nella mattina di oggi l’uomo sarà interrogato dagli investigatori che hanno il compito di indagare sulla strage compiuta la scorsa notte di Capodanno. L’uzbeko Masharipov è stato arrestato mentre si trovava con il figlioletto di 4 anni e con lui sarebbero state arrestate altre 5 persone, tra cui alcune donne, tutte ritenute componenti di una cellula jihadista affiliata all’Isis e tutti con passaporto di Senegal, Egitto, Somalia e Kirghizistan. Le immagini dell’arresto di Masharipov sono state trasmesse dalla polizia turca e in esse si vede chiaramente il volto del sospettato numero uno per la strage al night club con ecchimosi e ferite al volto. La dinamica dell’arresto comunque non è ancora chiara. Si ricorda inoltre che la moglie dell’uomo era stata arrestata lo scorso 12 gennaio insieme alla figlia più piccola di soli 18 mesi. 

Secondo la stampa turca Abdulkadir Masharipov si sarebbe nascosto per alcuni giorni proprio nell’abitazione in cui è stato arrestato, abitazione che è stata definita un vero e proprio “covo dell’Isis“. L’uomo nella notte di capodanno aveva ucciso 39 persone, facendo irruzione durante i festeggiamenti di Capodanno. Il gesto dell’uomo era stato definito dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan come un attacco “efferato” messo in atto con il principale obbiettivo di “creare caos” prendendo di mira la civiltà, la pace e i civili. Fin da subito gli esperti avrebbero riscontrato la mano dell’Isis dietro all’attentato e ora l’arresto dell’attentatore potrebbe portare novità in tale ambito.

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