Al momento la situazione si è stabilizzata, a seguito degli attacchi degli ultimi giorni e alle minacce di guerra degli USA.

Oltre a questo c’era nell’aria la paura per una ritorsione dell’Iran, come azione di guerra a seguito dell’eliminazione di Soleimani.

Dopo alcuni giorni di assoluta tensione, la situazione sembra tornata stabile, almeno per il momento.

Fino a poche ore fa si temeva una guerra in Medio Oriente, che poteva portare a degli scenari decisamente tragici.

L’ultimo attacco registrato era stato il lancio di missili da Teheran verso le basi americane in Iraq, che non aveva registrato vittime.

C’era stato anche un ulteriore lancio di due missili a Baghdad nei pressi dell’ambasciata americana.

Questa ultima offensiva sembra essere di matrice iraniana, seppur non sia stata ancora rivendicata.

Al momento il Presidente Trump è aperto alla tregua, dichiarando che non preclude nessuna opzione possibile.

Rimane tuttavia valido il suo annuncio relativo alle sanzioni a discapito dell’Iran; per il momento la tregua sembra reggere.

Dal lato di Teheran, si rivendicano gli attacchi agli avanposti americani e Ali Khamenei, che rappresenta l’autorità sul territorio promette ancora delle offensive.

Nel frattempo si sviluppa il lavoro diplomatico che vede una comunicazione tra Teheran e Washington.

L’obiettivo è di porre fine al clima bellico, che potrebbe portare a una guerra che di fatto l’America non intende fare.

Sempre a Washington si è votato per far si che Trump chieda al Congresso un’autorizzazione, nel caso in cui intenda effettuare altri attacchi all’Iran.

Nello stesso momento a New York è partita una lettera inviata al Consiglio di sicurezza Onu.

Nel testo si leggono le parole dell’ambasciatore americano Kelly Craft, il quale definisce l’eliminazione di Soleimani come un’azione difensiva, contro l’offensiva portata nel raid che ha visto protagonista un drone.

Secondo l’ambasciatore americano l’uccisione di Soleimani è servita a prevenire possibili ulteriori attacchi contro gli USA.

Gli USA pronti a difendersi

L’America è pronta in caso di necessità a sferrare nuovi attacchi, per mantenere la situazione sotto controllo.

In occasione dell’ultimo discorso tenuto da Trump si è appreso che non ci sono state ne vittime ne feriti, dopo gli attacchi da parte dell’Iran.

Per la precisione, il Pentagono ha registrato il lancio di 16 missili, di cui 11 contro la base aerea al-Asad.

Un altro missile era stato lanciato contro la base logistica di Erbil, ma non ha portato danni eccessivi.

Queste le ultime parole del Presidente USA: “Il fatto che abbiamo la più grande potenza militare mondiale non significa che dobbiamo usarla. Noi non vogliamo usarla. La forza americana, militare ed economica, è il miglior deterrente”.

Proseguendo: “L’Iran sembra voler fare un passo indietro, e questa è una cosa buona per tutte le parti in causa e una cosa molto buona per il mondo”.

Alla fine ha ribadito l’invio di nuove sanzioni economiche nei confronti di Teheran, come conseguenza in seguito agli ultimi attacchi subiti.

Da parte dell’Iran, ci sono le dichiarazioni del leader Ali Khamenei, che nel suo discorso alla nazione ha ribadito di voler attaccare ancora l’America.

Secondo Khamenei, gli USA dovrebbero abbandonare l’Iran, per scongiurare altri attacchi futuri.

Quando Soleimani è stato ucciso, stava costruendo un gruppo di eserciti che potevano essere ancora più pericolosi per gli USA.

A seguito dell’uccisione di Soleimani, c’erano stati tre giorni di lutto che avevano registrato una grande partecipazione del popolo Iraniano.

Kerman è la città in cui Soleimani è stato sepolto, la sua città d’origine; al momento lo scenario sembra stabile.

Considerando anche il fronte iracheno, attraverso le ultime dichiarazioni del suo leader sciita Moqtada al-Sadr.

Le sue ultime dichiarazioni parole: “Io chiedo alle fazioni irachene di essere pazienti e di non avviare delle azioni militari”.

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