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Intossicazione da pesce: cause e rimedi

L’intossicazione alimentare può sopraggiungere in seguito al consumo di alimenti conservati senza tener conto delle più elementari norme igieniche, come nel caso di cibi tenuti fuori dal frigorifero troppo a lungo, o cotti male. Le cause possono essere molteplici, ma la maggior parte dei casi è riconducibile a comuni batteri come lo stafilococco o l’Escherichia coli.

Tra gli alimenti che possono causare un’intossicazione c’è il pesce, in prima linea il tonno. Si tratta di una conseguenza che può riguardare sia il prodotto consumato crudo o cotto, fresco o inscatolato.

L’intossicazione alimentare da pesce può essere divisa in due tipologie: quella causata da un accumulo di istamina, sostanza prodotta dal processo di degradazione dei tessuti, e quella provocata dalla presenza della ciguatossina, una sindrome di origine non batterica collegata generalmente al consumo di pesci provenienti da mari tropicali o subtropicali. Questo aspetto non deve però far abbassare la guardia perché negli ultimi anni sono aumentati i casi che hanno riguardato anche pesce pescato nel mar Mediterraneo.

Il primo tipo di intossicazione da pesce è chiamato anche sindrome sgombroide, in legame alla tipologia di pesce coinvolto, ovvero quello a carne rossa; il secondo, invece, è comunemente noto come ciguatera.

A queste due tipologie corrispondono sintomatologie diverse: l’accumulo di istamina causa prurito, eritema, tachicardia, diarrea, sensazione di soffocamento, sintomi simili a un’allergia alimentare; la ciguatossina, invece, provoca formicolii, prurito, difficoltà a deglutire, contrazioni muscolari involontarie di piccola entità o gravi (come perdita della coordinazione), vista offuscata e convulsioni.

In presenza di questi sintomi è necessario recarsi subito dal medico, che esaminerà i segni dell’intossicazione e chiederà al paziente quali cibi sono stati ingeriti di recente. Nei casi più gravi potrà prescrivere analisi più approfondite.

Solitamente non vengono prescritti antibiotici, i medici si limitano a consigliare di bere molto per reintegrare i liquidi persi con la diarrea e il vomito. In caso di intossicazione da frutti di mare, è necessario provvedere a svuotare lo stomaco per eliminare le tossine.

La miglior cura resta la prevenzione: non consumate pesce dall’odore, colore o sapore insolito, custodito in confezioni conservate male o danneggiate, riposto in frigorifero da più di due giorni.

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