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lele boccardo

Abbiamo avuto l’onore d’intervistare Lele Boccardo, giornalista e critico musicale al suo esordio come romanziere con Il rullante insanguinato, pubblicato per Sillabe di Sale Editore.

Impreziosito dalla doppia prefazione di Andrea Mingardi e Maurizio Scandurra, il primo celebre cantautore e il secondo agente di diversi nomi di spicco della musica italiana, il romanzo di Boccardo è ambientato tra Torino e la Liguria.

Il libro, che verrà presentato al Salone di Torino e che omaggia il talento del batterista dei Nuovi Angeli Valerio Liboni, vede al centro dell’attenzione un criminale che uccide i batteristi di diverse tribute band, per poi scomparire nel nulla. Ora non resta che lasciare spazio alle domande!

Da dove nasce l’idea di scrivere il romanzo? Quanto è durata la fase di stesura? Trovare un editore per la pubblicazione è stato difficile?

L’idea di scrivere il romanzo è nata una sera mentre mi trovavo in un locale per scrivere un articolo sulla tribute band che vi suonava in veste di vice direttore di Civico 20 News, testata per cui curo anche una rubrica di tribute band

Mi sono però accorto che non ne valeva la pena soprattutto per via del batterista, che era totalmente fuori tempo.

Quando ho notato la presenza al bancone di un uomo con un cappellino con la visiera e gli occhiali da sole, mi è venuta l’idea per il noir. 

Il libro è stato completato in circa 18 mesi. Trovare un editore, come capita a tutti gli autori esordienti, non è stato facile.

Quando cominci ad avere a che fare con il mondo dell’editoria incontri tanti personaggi inquietanti, in primis quelli che chiedono contributi.

Io sono stato fortunato perché ho incontrato lo staff di Sillabe di Sale Editore e il presidente Piero Partiti, che ringrazio. Senza di loro non sarei qui a parlare del libro. 

Che colonna sonora ha avuto la stesura del romanzo?

I principali ascolti sono legati alle tribute band a cui sono dedicati i capitoli del romanzo. Si tratta di band effettivamente attive, che sono state coinvolte con entusiasmo. Mi piace anzi citarle partendo da GliSplendidi JovanottiSoud, per proseguire con i Solid Rockers, una band tributo ai Dire Straits.

Nel libro compaiono anche i Ghost in the Machine, tribute band di Sting e dei Police, gli Oronero, tributo a Ligabue, i Bad Medicine, che tributano invece i Bon Jovi e La Combricola, l’unica tribute band ufficialmente riconosciuta da Vasco Rossi.

Le piacerebbe vedere il suo romanzo sul grande schermo? Con che regista?

Penso sia il sogno di qualsiasi autore. Tra i registi italiani non vedrei nessuno in particolare. Tra quelli internazionali cito un nome come Brian De Palma.

Vista la sua professione di critico musicale, è naturale una domanda sull’ultimo Sanremo. Cosa ci può dire?

Che la gestione Conti a mio avviso ha come pecca quella di aver portato sul palco troppi concorrenti di talent ed ex partecipanti al programma Tale e quale show.

Un altro aspetto a mio avviso negativo sono i super ospiti musicali, nomi anche ottimi a livello tecnico, ma che rischiano di creare un gap tra musica di serie A, che ha già riscosso successi al Festival e non solo, e musica di serie B di chi magari è sulla scena da poco.

Un commento sul podio?

Al terzo posto vediamo quello che a mio avviso è un grande artista e soprattutto una persona molto schietta che, durante un’intervista che gli ho fatto nei giorni del Festival, ha difeso perfettamente la sua scelta di ‘coverizzare’ un grande classico, per molti solo per questo intoccabile, come Amara Terra Mia di Modugno.

Al secondo posto abbiamo quello che per me rimane un monumento della musica italiana. Fiorella Mannoia, che mi è un po’ caduta quando è venuta fuori la questione del plagio di Michele Bravi, è infatti prima di tutto una grande interprete, talento che non appartiene a tutti, e tale si è confermata sul palco di Sanremo.

Su Gabbani posso dire che, anche se la sua canzone può avere dei contenuti, non penso che lo vedremo tra trent’anni al Festival come è successo appunto con nomi come Fiorella Mannoia e Albano, che hanno calcato il palco dell’Ariston quest’anno con alle spalle grandi successi nei decenni passati.

 

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