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La Sindrome Metabolica, detta anche Insulino Resistenza, perchè una delle problematiche alla base è proprio l’insulino resistenza, in pratica le cellule smettono di ascoltare i segnali dell‘insulina con il devastante effetto di far alzare il glucosio ematico che non riesce piu a far il suo lavoro nella cellula, e tutti i danni annessi all’iperglicemia (glicazione, invecchiamento, ossidazione), e far strizzare disperatamente il pancreas cercando di produrre piu insulina nella speranza di farsi ascoltare dalle cellule .
L’alterazione della glicemia, essendo questo alla base di tutti i meccanismi energetici, manda in allarme il corpo che inizia a cercare trovare vie alternative di nutrire la cellula, e via a mandare grassi nel sangue, (iperglicemia). Gli scompensi di questa situazione sono generali, è l’anticamera del diabete (strizza strizza il pancreas si flippa), dell’ipertensione, e di uno stato infiammatorio che alla fine va a predisporre a malattie degenerative di quelle che fanno paura (giustamente) ma che non si pensa mai a prevenirle, ritenendole una pura questione di sfortuna o genetica, malattie autoimmuni, tumori, non sapendo che sì spesso esiste una predisposizione, ma il modo in cui trattiamo il nostro corpo fa la differenza tra vivere o morire. 

Insulina resistenza : quali sono le cause?


Le cause di questa sindrime sono molteplici, la suddetta genetica, ma in larghissimissimissima parte lo stile di vita, il tipo di alimentazione. Se le cellule smettono di ascultare i segnali insulinici è proprio perchè troppo spesso ci siamo concessi cibi che la hanno stimolata troppo (bimbo che urla), e urla oggi urla domani, le cellule si stufano e si metono le cuffiette., il cattivo cibo spegne la loro sensibilità, oltre a farci mettere grasso in zone non naturali, come tra i visceri, tra gli organi, ed è un grasso che, con i suoi segnali infiamatori, peggiora pesantemente la sindrome. 
Quindi? 
Buone notizie, la cura è piacevole e nella maggior parte dei casi, risolutiva : lo stile di vita!
Essendo una sindrome cosi complessa, avevate pensato a una sequela di pilloline, antipertensivi, ipoglicemizzanti, statine come se piovesse? 
Beh se non fate nulla, la fine è quella, ma non risolvereste comunque il problema, che a livello cellulare continuerebbe a inquinare tutto il vostro corpo, boccone dopo boccone. E invece, la prima cura, quella che andrebbe proposta a ogni paziente che si sedesse in uno studio medico, sarebbe quella di “abbandonare le abitudini che lo hanno portato ad ammalarsi,” frase di una banalità disarmante, ma troppo spesso ignorata. 
La gestione della sindrome metabolica deve iniziare con la diminuzione del grasso addominale, grasso che, seppur malefico, è quello che meglio risponde allo stile di vita, al cambio di alimentazione. 
Una volta che si inverte la rotta, mangiando i cibi giusti, al momento giusto, iniziando a far attività, piano piano tutti i disordini metabolici iniziano a rientrare. 
Ma davvero è cosi semplice?
Cambiare abitudini sembra per molti la cosa piu difficile, ma i grandi cambiamenti iniziano dai piccoli passi, e, crdetemi, ogni passo è piu bello di quello precedente.

L’importanza dell’attività fisica

Non esiste uno sport che sia meglio di un altro, ma esiste lo sport che fa al caso tuo, che ti piace di piu, e che è meno complicato da incastrare nella tua quotidianità. La corsa va bene, è molto indicata per chi vuol perdere peso, anche se sopratutto se non si è dei ragazzini, andrebbe affiancata con un’attività che ne compensi i piccoli traumi (quindi stretching, pilates…). Palestra poi vuol dire tante cose, può voler dire sala pesi/cardio, oppure le lezioni di fitness, e allora il lavoro è abbastanza completo. Se ti piace la corsa inizia con quella, ci sono protocolli per iniziare, perchè l’importante è andare per gradi per evitare traumi e infiammazioni, che poi ti farebbero fermare per settimane. Inizia con attività blande e tutti i giorni, o piu intense a giorni alterni, fino ad arrivare all’ideale, di fare attività 5-6 giorni a settimana.

Essendo una sindrome, i sintomi e le vie che tocca sono diverse. Solitamente per fare diagnosi si valuta la presenza di 3 su 5 delle alterazioni piu evidenti, (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperinsulinemia, obesità addominale, ipertensione). Se ho un paziente con grasso addominale elevato, iperglicemia e alterazione dei trigliceridi, non aspetto l’aumento della pressione per far diagnosi.

Post della Biologa Nutrizionista Manuela Navacci

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