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Una forma importante di sostegno al reddito da parte dell’Inps è rappresentata, per chi ne ha diritto, dall’invalidità civile che garantisce sia un assegno mensile ma anche la copertura per prestazioni sanitarie importanti. In questo articolo spiegheremo chi può essere considerato invalido civile, quali sono i passaggi per presentare la domanda, quali sono i soggetti che possono farsi riconoscere l’invalidità e chi la certifica, chi infine eroga l’assegno mensile ai destinatari riconosciuti dallo Stato e per quanto dura questa forma di contributo.

Domanda di invalidità: come funziona e cosa copre

É anzitutto importante distinguere l’invalidità dalla Legge 104: nel primo caso si tratta di uno stato riconosciuto alle persone che presentano menomazioni di tipo fisico, psichico e intellettivo (non necessariamente tutte insieme) e che quindi hanno una limitata capacità lavorativa, come riconosce la legge 118 del 1971. Invece in base alle famosa Legge 104 del 1992 il riconoscimento dell’handicap (che comporta lo stesso un assegno mensile e visite gratuite) viene dato a chi soffre di una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia progressiva che stabilizzata, con conseguenti difficoltà nell’apprendere, nel relazionarsi con gli altri e nello svolgimento di un qualsiasi lavoro, con il rischio concreto di essere escluso dal mondo circostante.
Fatta questa distinzione, passiamo alla domanda per l’invalidità civile. Mentre quella per la Legge 104 vale anche per i neonati e i bambini indipendentemente dall’età, in questo caso invece può essere presentata soltanto da chi ha fra i 18 e i 65 anni, con comprovate minorazioni fisiche sia congenite che acquisite, anche in forma progressiva.
In questa categoria rientrano anche le insufficienze mentali e le irregolarità psichiche che dipendono da difetti sensoriali e funzionali e riducono la capacità lavorativa in percentuale superiore al 33%. Inoltre sono considerati invalidi civili sia i sordi che i ciechi, mentre non rientrano gli invalidi di servizio (vale per i dipendenti pubblici e tutte le categorie assimilate), gli invalidi di lavoro se si tratta di lavoratori privati e gli invalidi di guerra.

Invalidità, modulo e passaggi

Dall’inizio del 2010 la presentazione della domanda per l’invalidità si presenta esclusivamente per via telematica. Possono inoltrarla diverse categorie di cittadini:

  • i cittadini italiani con residenza in Italia
  • i cittadini stranieri comunitari legalmente soggiornanti in Italia e iscritti all’anagrafe del comune di residenza
  • i cittadini extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia, in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno (anche se privi di permesso di soggiorno della Comunità Europea di lungo periodo).

Il primo passo per il riconoscimento è quello di farsi visitare dal proprio medico di base che deve essere abilitato per la compilazione on line del certificato (e quindi avereil PIN rilasciato solo dall’Inps). Servirà per ottenere un primo documento nel quale il medico conferma la natura dell’infermità.
Dopo la compilazione on line del referto, il medico stamperà la ricevuta di trasmissione del certificato dandolo al suo paziente. Un documento che poi il soggetto richiedente dovrà presentare quando si presenterà alla visita davanti alla commissione medica della Asl di competenza. Questo certificato medico ha una validità di 90 giorni, termine ultimo entro il quale presentare la domanda. In caso contrario, bisognerà ricominciare tutta la trafila.
Dopo questa visita, si dovrà presentare ufficialmente la domanda di invalidità civile all’Inps, sempre per via telematica. Il richiedente può farlo da solo, dopo aver ottenuto dall’Inps il suo Pin personale, oppure può rivolgersi ai CAF e alle associazioni di categoria che se ne occupano tutti i giorni e sanno come muoversi.
La domanda on line va compilata con tutti i dati anagrafici, compreso il numero identificativo presente sul certificato che è stato stampato dal medico. Una volta inoltrato il modulo, verrà subito proposta una data per la prima visita di certificazione, che dovrà essere fissata entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda per l’effettuazione delle visite normali oppure entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda nel caso si tratti di patologia oncologica o per le patologia comprese nel decreto 2 agosto 2007. In ogni caso la data viene anche comunicata con una raccomandata con avviso di ricevimento.
Ultima ma fondamentale passaggio è quello della visita davanti alla commissione medica dell’Asl di riferimento nella quale è anche presente un medico dell’Inps. Nel caso in cui il richiedente non possa muoversi (ma l’impedimento deve essere certificato dal suo medico) la visita può essere effettuata a domicilio o presso il domicilio della persona, come ad esempio succede per chi vive in una casa di riposo o per il lungodegenti.
La commissione emetterà il suo parere: se unanime, l’approvazione sarà automatica, ma nel caso di non unanimità l’Inps trasmetterà tutta la documentazione e la farà esaminare dal medico responsabile del proprio Centro Medico Legale che dovrà convalidare entro 10 giorni lavorativi oppure gare effettuare una nuova visita nei successivi 20 giorni.
Alla fine, il verbale dell’Inps sarà trasmesso al richiedente che dovrà tenerlo e portarlo dietro ogni volta che serve, come ad esempio nell’iscrizione alle liste di collocamento presso i Centri per l’Impiego.
Infine se la risposta della Commissione è negativa, il richiedente potrà fare ricorso all’Inps entro 180 giorni dalla notifica del verbale.

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