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INOSITOLO E SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO (PCOS)

L’inositolo, chiamato anche vitamina B7 o mesoinosite, è un carboidrato che svolge importanti funzioni nel nostro organismo, tramite i suoi nove stereoisomeri, due dei quali coinvolti nella trasmissione del segnale dell’insulina: il myo-inositolo (MI) ed il D-chiro-inositolo (DCI); il primo, responsabile dell’assorbimento del glucosio, mentre il secondo della sintesi del glicogeno e degli androgeni a livello ovarico.

Da alcuni studi è emerso che nelle donne che soffrono di PCOS la concentrazione di DCI è più elevata rispetto a quella del MI che invece è carente, infatti, queste presentano un’elevata concentrazione di androgeni (iperandrogenismo), e scarsa qualità dell’ovocita causata da un ridotto apporto energetico, motivo, dunque, di infertilità nella PCOS; MI, quindi, ha una funzione importante per la crescita del follicolo.

Inoltre, una delle cause di PCOS è proprio la resistenza insulinica, che può migliorare tramite la somministrazione di inositolo.

Questo, infatti, è in grado di incrementare la sensibilità dei recettori all’insulina perché attiva i canali del glucosio (GLUT4) presenti nel muscolo e nel tessuto adiposo, per consentire l’entrata di glucosio nelle cellule e, quindi, permettere il normale funzionamento dell’insulina, coinvolta nel metabolismo del glucosio.

L’inositolo è sia sintetizzato dal nostro organismo, sia è possibile assumerlo tramite alcuni alimenti quali lievito di birra, agrumi, cereali integrali, tuorlo d’uovo, noci, arance, banane e fegato, prestando attenzione ad un fabbisogno giornaliero di 500 mg/giorno.

Le sue funzioni sono diverse, per cui ne è consigliata l’assunzione sia alle donne che agli uomini allo stesso modo, poiché si tratta di un alleato della nostra salute!

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