CONDIVIDI

Epidurale: tutto quello che c’è da sapere

Cos’è l’epidurale? Quando si utilizza? Come viene effettuata? Sono tante le domande che circondano l’epidurale, un tipo di anestesia che permette di alleviare il dolore del parto. Mentre in Paesi come gli Stati Uniti rappresenta una tecnica richiesta da oltre la metà delle donne, in Italia si registra ancora una scarsa diffusione. Secondo dati recenti, infatti, il parto indolore è garantito in tutte le strutture solo in Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia; gratuito 24 ore su 24 nelle strutture più grandi al Nord, in quelle più piccole al Sud.

Cos’è l’epidurale?

Si tratta di un’anestesia regionale che permette di bloccare il dolore in una particolare zona del corpo. L’epidurale agisce sugli impulsi nervosi dai segmenti più bassi del midollo spinale, determinando così una ridotta sensibilità nella metà inferiore del corpo. La donna non prova dolore durante il parto ma rimane cosciente. I farmaci utilizzati rientrano nella categoria degli anestetici locali, spesso somministrati in combinazione con oppioidi o stupefacenti.

Procedura

Dopo aver fatto sistemare la paziente su un fianco o seduta, l’anestesista procede con la pulizia della zona che va dal punto vita a metà schiena (per prevenire le infezioni) e con l’iniezione di un anestetico locale, in modo da intorpidire quella parte del corpo. Successivamente viene inserito un ago lungo e sottile, detto di Tuohy, tra la seconda e la terza vertebra (o tra la terza e la quarta). Mediante l’ago viene introdotto un catetere nello spazio epidurale. L’ago viene poi rimosso e il catetere fissato alla schiena in modo tale che non esca. L’epidurale non può essere somministrata in caso di: utilizzo di fluidificanti del sangue, emorragie, livello basso di piastrine, infezione alla schiena o del sangue, dilatazione della cervice inferiore a 4 cm, parto troppo veloce che non permette di somministrare il farmaco.

Esistono due tipi di epidurale:

  • Regolare: una volta inserito il catetere, si procede con la somministrazione dei farmaci attraverso una pompa o iniezioni periodiche. La miscela dei fluidi è composta da una combinazione di anestetici e stupefacenti.
  • Anestesia spinale-epidurale combinata: consiste in un’iniziale somministrazione di stupefacenti o anestetici (o entrambi) sotto la membrana più esterna che copre il midollo spinale e verso l’interno dello spazio epidurale: zona chiamata intratecale. Se tale iniezione dovesse rivelarsi insufficiente, è possibile richiedere un’epidurale. Tale procedura determina una riduzione della forza muscolare, dell’equilibrio e dei tempi di reazione.

epidurale

Vantaggi

La donna non avverte il dolore del parto ma rimane vigile, ciò le consente di partecipare attivamente e di conservare un ricordo più nitido e piacevole di quel momento; dona sollievo in caso di parto prolungato; può rappresentare l’unica soluzione per allontanare paura e agitazione legate al parto, consentendo così alla paziente di rilassarsi.

Svantaggi

Si possono verificare alcuni effetti collaterali come ronzio alle orecchie, mal di schiena, forte mal di testa, nausea, difficoltà ad urinare. Può inoltre avvenire un calo della pressione sanguigna, ma  tale fenomeno viene costantemente monitorato in modo da assicurarsi che il flusso del sangue sia sufficiente per il bambino. Può succedere che l’epidurale renda il parto più complicato, per cui si possono rendere necessarie altre soluzioni (cesareo, ventosa, manovra di Kristeller). Alcune donne manifestano un intorpidimento alla gambe nelle ore successive al parto, tale da aver bisogno di un aiuto per camminare, o un leggero rialzo febbrile. In rari casi si può verificare un danno permanente del nervo nella zona in cui è stato inserito il catetere.

Per quanto riguarda eventuali danni al bambino, gli studi non sono per nulla chiari ed esaustivi: alcuni sostengono che ci potrebbero essere difficoltà nell’allattamento, altri che potrebbe subire una depressione respiratoria o un aumento della variabilità della frequenza cardiaca, oppure un mal posizionamento.

Epidurale e durata del parto

Secondo uno studio effettuato da un team di ricercatori dell’Università della California a San Francisco, l’epidurale può ritardare fino a tre ore il parto. Ciò avviene perché le donne che si sottopongono a tale procedura hanno più difficoltà a sentire le contrazioni e quindi a spingere efficacemente. Gli studiosi hanno scoperto che il 95% delle pazienti che non riscorrono all’anestesia partorisce entro 3 ore e 20 minuti. Quelle che ricevono l’epidurale, invece, impiegano in media 5 ore e 40 minuti. Tale allungamento della durata del parto, spiegano gli esperti, non deve essere considerato deleterio o pericoloso per il nascituro.

epidurale_

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.