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L’influenza stagionale è al suo picco . Sono, infatti, oltre 250 mila gli italiani a casa con raffreddore e tosse ,con una stima prevista a fine stagione fra i 4 e i 6 milioni. A dare la conferma sono i medici di famiglia; pare che  le visite negli studi per sintomi o conseguenze da virus influenzali siano raddoppiate.

Si tratta di una normalissima influenza che, va curata cautelandosi e assumendo, se è necessario, dei normalissimi antipiretici. Dunque niente allarmismi.  Il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio medico curante, evitando se non è necessario il pronto soccorso.

Nei  bambini e  adolescenti compresi tra i  0-4 e 5-14 anni, si è registrato già un picco di casi secondo i  dati del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità Influnet. Sopratutto nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 18,73 casi per mille assistiti e nella fascia di età 5-14 anni è pari a 12,67.

Vaccino antinfluenzale: pro e contro

Dopo il caso Fluad, le perplessità della popolazione sulla sicurezza e sull’utilità della vaccinazione antinfluenzale sono aumentate notevolmente. Sergio Pecorelli, presidente dell’Aifa, alla luce del clima che si è venuto a creare in seguito a quei decessi, ha ribadito l’importanza del vaccino contro l’influenza “È particolarmente importante ora ripristinare un clima di fiducia e serenità rispetto alla vaccinazione antinfluenzale e ribadirne l’importanza nella prevenzione delle complicanze dell’influenza, che ogni anno sono causa di migliaia di decessi, specie nella popolazione anziana.”

L’obbiettivo della vaccinazione è quello di prevenire le forme più gravi di influenza e ridurre la mortalità nei soggetti che appartengono alla fasce di popolazione più a rischio.

La campagna di vaccinazione, che in Italia terminerà a fine dicembre, è quindi rivolta a: soggetti di età pari o superiore a 65 anni; donne nel secondo e nel terzo mese di gravidanza; bambini di età superiore ai 6 mesi; ragazzi e adulti affetti da patologie che aumentano il rischio di complicazioni, come malattie croniche dell’apparato respiratorio, dell’apparato cardio-circolatorio, diabete mellito e altre malattie metaboliche, tumori, malattie renali con insufficienza renale, epatopatie croniche, malattie infiammatorie croniche, sindromi da malassorbimento intestinali, malattie congenite o acquisite che comportino carenze anticorpi; necessità di sottoporsi a interventi chirurgici.

E ancora: persone residenti presso strutture socio-sanitarie, per anziani o disabili; medici e personale sanitario di assistenza; volontari dei servizi sanitari di emergenza; familiari di soggetti ad alto rischio; persone esposte per motivi professionali, quali: insegnanti di scuole dell’infanzia e dell’obbligo, addetti di poste e telecomunicazioni, dipendenti di pubblica amministrazione e sicurezza, allevatori e addetti al trasporto di animali vivi, veterinari di enti pubblici e libero-professionisti.

Vaccino gratis facoltativo

Il vaccino resta comunque facoltativo e spetta al medico la valutazione sulla necessità o meno di sottoporsi alla vaccinazione, decisione che dovrà tenere conto dello stato complessivo di salute del paziente.

“La scrupolosa analisi, oltre a scongiurare rischi indotti dalle allergie, deve includere anche eventuali interazioni fra vaccino e farmaci assunti per evitare lo scatenarsi di eventi avversi e imprevisti”, spiega Maurizio Rocco, presidente dell’Ordine dei medici di Udine.

Va sottolineato che gli studi clinici non sono in grado di identificare tutti i possibili effetti collaterali o reazioni avverse del vaccino “Gli studi clinici – si legge nel sito del Ministero della Salute – possono evidenziare solo gli eventi più frequenti, perché sono effettuati su un numero limitato di soggetti e pertanto non possono evidenziare eventi rari che invece possono essere evidenziati e valutati soltanto quando il vaccino è utilizzato in maniera massiva.”

Accinazione antinfluenzale nei bambini non legata alla gravità della stagione o all’efficacia del vaccino

I tassi di vaccinazione antinfluenzale tra i bambini rimangono inferiori rispetto ad altri vaccini pediatrici e adolescenziali. Molte variabili possono influire sul fatto che un bambino sia vaccinato contro l’influenza.

Lo studio ha esaminato se la gravità della stagione influenzale e/o l’efficacia del vaccino influiscono sui tassi di vaccinazione antinfluenzale nei bambini ma non ha trovato alcuna associazione.

Hanno basato i loro risultati sull’analisi dei dati resi disponibili pubblicamente dai CDC per le stagioni 2010-2017, esaminando i tassi di vaccinazione per quattro diverse fasce di età pediatrica, i livelli di gravità dell’influenza per i pazienti pediatrici e l’ efficacia (VE) del vaccino influenzale.

Effetti della stagione invernale

Insieme a una mancanza di associazione tra vaccinazione e gravità della stagione influenzale, non hanno trovato alcun legame significativo tra copertura e la VE attuale o precedente, che nel periodo di studio variava dal 19% al 60%. Tuttavia, si è visto un leggero calo dei tassi di vaccinazione nel 2015 dopo una VE molto bassa del 19% nel 2014. I ricercatori hanno affermato che è possibile che gli effetti della gravità della stagione e della VE possano essere cumulativi, riducendo le coperture se le tendenze persistono per più anni.

Il generale declino dei tassi di vaccinazione antinfluenzale negli ultimi anni è allarmante: l’andamento potrebbe riflettere le campagne del movimento antivaccino o una combinazione di fattori, che potrebbero includere percezioni errate sul rischio e la gravità dell’influenza e mancanza di fiducia su efficacia, sicurezza del vaccino e nelle autorità sanitarie.

Sono necessari ulteriori studi per indagare i fattori che guidano le decisioni che riguardano la vaccinazione.

Anche il Panda si ammala di Influenza

Viene descritta un’infezione da virus H1N1-pdm09 in un panda gigante in cattività ad Hong Kong. La carica virale ha raggiunto il picco il giorno 1 e non è stata rilevata il giorno 5 e si è sviluppata una risposta anticorpale. L’analisi del genoma ha mostrato un’identità nucleotidica del 99,3% -99,9% tra il virus che ha colpito l’animale e il virus dell’influenza A (H1N1) che circola a Hong Kong.

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