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Test di verginità per le soldatesse

Nonostante sia stato abolito nel 2010, continua ad essere una pratica diffusa: stiamo parlando del test di verginità sulle donne dell’esercito indonesiano. Oltre alle altre prove riservate anche agli uomini, le donne che vogliono entrare nell’esercito devono superare questo ulteriore esame: in caso di esito negativo, addio divisa!

Il test viene effettuato con la “pratica delle due dita”. Le aspiranti soldatesse vengono costrette a spogliarsi davanti a medici uomini e spesso “a porte aperte”, davanti a decine e decine di persone. Se l’imene non dovesse risultare integro, non potranno entrare nell’esercito.

“Dobbiamo esaminare la loro mentalità. Se non sono più vergini significa che sono delle birichine e che la loro predisposizione mentale non è quella giusta per entrare nell’esercito – ha dichiarato il portavoce dell’esercito indonesiano Fuad Basya in un’intervista al Guardian -. Se hanno fatto sesso, non hanno una mentalità sana.”

Test di verinità a cosa serve

Oltre all’inefficacia scientifica dell’esame, in quanto l’imene può lacerarsi non solo in seguito a un rapporto sessuale, rappresenta una discriminazione e umiliazione per le donne costrette a subirlo, come sottolineato dall’organizzazione per i diritti umani “Human Rights Watch”, che ne invoca l’abolizione.

Il test non deve essere considerato una consuetudine accettabile, ma una forma di violenza di genere”, denuncia Nisha Varia, responsabile della sezione della difesa dei diritti delle donne.

“Mi ha sconvolta sapere che il dottore che stava per visitarmi era un uomo. Ero confusa. Mi sentivo umiliata. Ero molto tesa. Una vera tortura”, il racconto di una delle ragazze esaminate.

Mette all’asta la sua verginità per aiutare i poveri

In tema Verginità , una storia interessante è quella di Catarina.

“Vendo la verginità per aiutare i poveri”: è questa la decisione presa da una giovane ragazza brasiliana di 20 anni, Catarina Migliorini, di origini italiane.

La scelta della giovane è inserita in un contesto di marketing ben preciso. Catarina ha messo all’asta la su verginità su un sito internet professionale, da questa vicenda verrà tratto un documentario e la giovane parteciperà a varie ospitate televisive.

“L’idea di lanciarmi in questo progetto mi è venuta dopo aver letto un annuncio di un regista australiano che cercava un ragazzo e una ragazza vergine per realizzare un documentario” ha dichiarato la ragazza a Folha, un giornale brasiliano.

Per ora si è arrivati alla cifra di 155 mila dollari, l’asta verrà chiusa il 15 ottobre. Il vincitore, che resterà anonimo, verrà sottoposto a dei controlli medici per escludere il pericolo di malattie sessualmente trasmissibili e dovrà sottostare ad alcune regole stabilite dalla stessa Catarina “Il vincitore potrà trascorrere un’ora con me, potrà conversare, se vuole, ma non baciarmi. E dovrà usare il preservativo. Ho vent’anni, sono responsabile del mio corpo e non sto facendo del male a nessuno. L’unica cosa che mi preoccupa è che la mia famiglia soffra.”

L’incontro avverrà su un aereo che viaggerà tra gli Stati Uniti e l’Australia perché in Brasile la prostituzione non è considerata un reato ma il suo sfruttamento sì. E a proposito di prostituzione, ecco cosa pensa Catarina “Se lo fai solo una volta nella vita non sei una prostituta. Così come se per una volta scatti una bella foto non diventi automaticamente un fotografo.”

Il nobile fine, che comunque non giustifica i mezzi, consiste nel devolvere il ricavato in favore di un progetto per la costruzione di case popolari per famiglie disagiate di Santa Catarina.

“Sono una ragazza romantica e credo nell’amore. Ma so che questo progetto aiuterà tanta gente nella mia zona.”  

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