Tre operai morti e tre feriti, di cui uno grave, è questo il bilancio del grave incidente sul lavoro che si è verificato nel pomeriggio di martedì 29 novembre a bordo della nave ‘Sansovino’ della compagnia Caronte & Tourist, attraccata al molo Norimberga. L’incidente è avvenuto durante i lavori di pulizia e saldatura ed è qui che gli operai sarebbero rimasti intossicati dalle esalazioni di gas provenienti dalla cisterna. Per tre degli operai non c’è stato niente da fare, mentre gli altri tre sono stati trasportati negli ospedali cittadini. Sono in miglioramento le condizioni del quarto marittimo giunto all’ospedale in fin di vita, i medici sono cauti ma ottimisti

La procura di Messina coordinata dal procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci ha aperto immediatamente un’inchiesta per accertare cosa sia accaduto mentre i sindacati hanno sollecitato l’intervento del ministero di Trasporti sulla sicurezza mentre il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha dichiarato che “la tragedia rappresenta un monito, per tutti, sulla necessità di intensificare ancora di più l’impegno per la prevenzione degli infortuni e i controlli del rispetto delle norme di sicurezza, specialmente nelle attività più rischiose”.

Molto importanti per capire la dinamica dell’incidente che ha portato alla morte degli operai saranno le testimonianze dei due sopravvissuti.

I parenti delle vittime sollevano sospetti in merito all’incidente: “Perché i due ufficiali di coperta che non avrebbero avuto il compito di pulire le cisterne si trovano lì?”. Queste sono le parole del suocero di Gaetano D’ambra che dichiara che suo genero voleva lasciare la compagnia poiché da mesi era costretto a svolgere mansioni che non gli competevano, ma che sarebbe stato comunque costretto a fare.

Per avere comunque un quadro completo dei fatti sarà necessario attendere le testimonianze di chi si è salvato e gli esiti degli esami autoptici per determinare le cause che hanno ucciso le tre vittime.

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