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. A quell’epoca l’insegnamento era molto diverso da com’è ora, ma passare da un estremo all’altro sembra davvero eccessivo.

Il sindaco di Forlì, in questi giorni, sta facendo circolare una notizia davvero molto curiosa su una vicenda che riguarda uno studente.

A quanto pare il ragazzo è stato “beccato” dall’insegnante a guardare delle foto hard sul cellulare. Il docente, aggiungerei giustamente, ha sequestrato il telefonino e ha richiesto che a riprenderlo andasse un genitore.

La madre è andata sì, ma ha portato con sé il suo avvocato, pronta non solo ad accusare il docente di furto, ma anche a giustificare il figlio dicendo che le foto non erano poi così hard, visto che la ragazza in questione indossava anche il perizoma.

Ecco, sono questi i momenti in cui mi viene in mente mia nonna con le mani chiuse a mo’ di preghiera che dice “Ma dove andremo a finire? Povera Italia!”, tralasciando il dialetto (una delle cose più belle che abbiamo, che dovremmo difendere con più forza).

Credo che il gesto di questa madre ci mostri l’anti-educazione per eccellenza, poiché insegna al figlio superficialità e cattive maniere.

Ecco il commento del sindaco Balzani:

Siamo a questo punto, la giuridificazione dei rapporti sociali sta raggiungendo il suo apice. L’apice del grottesco. Genitori che non accettano le punizioni inflitte ai figli forse perché non le hanno mai ricevute. Con i dirigenti scolastici assediati dagli avvocati (senza scrupoli), le insegnanti che si disperano, gli studenti che cercano di approfittare della falsa protezione dei genitori… Si’, bisogna atterrare sul pianeta scuola. La nostra base è aggredita da un virus devastante

Voi che ne pensate? Come vi sareste comportati al posto della madre del ragazzo?

 

Caterina Perilli

 

 

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