La valanga che negli scorsi giorni ha travolto un hotel di Rigopiano non ha guardato in faccia a nessuno. Sono state ritrovate altre tre vittime, elevando il numero dei morti a dodici e portando quello dei dispersi a diciassette.

 I tre uomini non sono ancora stati identificati ed il presidente Mattarella si è rivolto agli italiani, dicendo: “uno sforzo unitario e comune di fronte alle calamità. Le buone parole devono unire e non dividere. Le immagini dei soccorritori che in mezzo alla tormenta salvano vite umane sono un esempio di quello che intendiamo per popolo repubblicano“.

Intanto, però, per le famiglie dei dispersi l’attesa diventa insopportabile. Uno dei padri dei dispersi si è sfogato, dicendo: “Quelli che sono morti sono stati uccisi e quelli che ancora non rientrano sono stati sequestrati contro il loro volere perché volevano rientrare. Li hanno sequestrati. Avevano le valigie pronte. Li hanno riuniti tutti vicino al caminetto come carne da macello“.

Una tragedia si è consumata a Rigopiano per chi aveva deciso di concedersi solamente una vacanza di pochi giorni. Queste persone hanno dovuto giocare una partita troppo difficile da vincere. Ci stringiamo attorno alle famiglie dei dispersi affinché possano ritrovare i loro cari ed a quelle delle vittime.

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