Si parla di Utero Fibromatoso quando , nell’apparato produttivo femminile, sono presenti fibromi che causano la perdita di eleasticità causando anche l’aumento del volume dell‘utero.

Purtroppo ,con il passare degli anni, anche l’utero invecchia diventando meno elastico e creando dei noduli fibromatosi che spesso sono asintomati ma altre volte possono causare sanguinamenti piuttosto evidenti.

Quando siamo in presenza di fibromi , rimanere incinta è più difficile del normale e se sei in cerca di una gravidanza devi indubbiamente correggere il problema alla base.

Va ricordato quindi che avere comunque fibromi non significa impossibilità di avere figli, ma , una volta rimaste incinta, si dovranno avere maggiori accortezze durante la gravidanza perché un la presenza di fibromi uterini potrebbe causare l’indurimento della pancia. In questo si consiglia riposo e farmaci adatti , quest’ultimi assunti per distendere la muscolatura.
Piuttosto dovresti controllare la tua riserva ovarica ed altri esami.
perchè , per la riuscita dell’impianto, conta la qualità degli ovociti .

Fibromi uterini caratteristiche

Si presentano come piccoli noduli fatti di cellule muscolari lisce e tessuto fibroso. Possono essere un unico nodulo e sotto forma di grappolo. La loro dimensione può variare da pochi millimetri fino a 20 cm.

La maggior parte di essi si sviluppa all’interno della parete uterina, ma può accadere che sporgano nella cavità uterina o verso la superficie esterna dell’utero.

Esistono tre differenti tipologie di fibromi uterini.

  • Intramurali: sono il tipo più comune di fibroma. Si sviluppa nello spessore della parete uterina e si espande, facendo sembrare l’utero più grande del normale. Questi fibromi causano un aumento del flusso mestruale, senso di pesantezza e dolore pelvico durante il ciclo. Quando raggiungono dimensioni importanti, possono comprimere la vescica, causando minzioni frequenti, o il retto.
  • Sottosierosi o subseriosi: si sviluppano nella parte esterna dell’utero e crescono all’esterno. Solitamente non influenzano il flusso mestruale né causano eccessivo sanguinamento, ma possono provocare dolore in rapporto alla grandezza del fibroma e alla compressione che esso esercitata sugli altri organi.
  • Sottomucosi o submucosi: sono i fibromi meno comuni. Si sviluppano all’interno della cavità uterina e possono causare cicli mestruali prolungati ed emorragici o perdite ematiche intermestruali.

Fibromi  perchè compaiono

Le cause della loro comparsa non sono state ancora individuate con certezza, ma svariati studi sembrano ormai confermare i fattori genetici e quelli ormonali. L’estrogeno e il progesterone, i due ormoni che stimolano lo sviluppo delle mucose uterine in preparazione alla gravidanza, sembrano infatti favorire la crescita dei fibromi.

La sintomatologia più diffusa comprende: mestruazioni abbondanti e prolungate (per una settimana o più), dolore o pressione nella zona pelvica, minzione frequente, difficoltà a svuotare la vescica, costipazione, mal di schiena o dolori alle gambe. Come abbiamo visto, i sintomi variano a seconda della localizzazione del fibroma.

Il nesso tra fibroma e complicazioni in gravidanza è ancora oggetto di discussione nel mondo scientifico. L’ostacolo al concepimento è piuttosto raro e risulta strettamente legato alla dimensione e alla posizione del fibroma.

I fibromi tendono a crescere con la crescita dell’utero, sopratutto nel primo trimestre, ma generalmente non provocano disturbi. Alcuni studi hanno però individuato una maggiore percentuale di aborto, parto pretermine e problemi placentari.

Fibroma cura farmacologica

Non esiste una terapia univoca per tutte le donne. Solitamente, essendo tumori non cancerosi, vengono semplicemente tenuti sotto controllo. In alternativa, è possibile intervenire mediante una cura farmacologica che miri a regolarizzare il ciclo mestruale. Tale terapia non elimina i fibromi ma li rimpicciolisce. L’eliminazione può essere effettuata solo attraverso la chirurgia, con l’isterectomia. Si tratta però di un intervento che consiste nella rimozione dell’utero, con le conseguenze che un’operazione di tale spessore comporta, come l’impossibilità di avere figli.

Polipi e tumore all’utero

I polipi sono dei tumori benigni che  possono avere una grandezza pari a pochi millimetri o alcuni centimetri. Possono essere singoli, in coppia o in gruppi più numerosi. Si presentano solitamente in una forma benigna e la loro evoluzione in tumori maligni è piuttosto rara. La loro presenza può comunque comportare problemi alla donna, soprattutto quando crescono in prossimità delle tube di Falloppio: in questo caso possono impedire la fecondazione e divenire così una causa di infertilità.

Non sempre presentano una sintomatologia evidente. Molte donne si accorgono della loro presenza solo in seguito a una visita ginecologica. È comunque possibile individuare i sintomi più frequenti: ciclo mestruale irregolare, doloroso o particolarmente abbondante, dolore durante i rapporti sessuali, spotting, perdite simili a mestruazioni durante la menopausa.

Il sintomo principale è rappresentato dal sanguinamento vaginale anomalo. Altri segnali diffusi sono: dolore durante i rapporti sessuali, dolori durante la minzione e difficoltà a svuotare la vescica, dolore nella zona pelvica. Tale sintomatologia può essere riconducibile al tumore all’utero ma anche ad altre patologie, per questo è necessario un consulto medico.

La diagnosi verte solitamente sulle analisi del sangue e su uno o più di questi esami: visita ginecologica, ecografia, isteroscopia, biopsia. La terapia può seguire modalità diverse: chirurgia, chemioterapia, radioterapia.

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