Negli ultimi giorni il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo disegno di legge sul riordino delle prestazioni assistenziali.

Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi-Cgil, ha lanciato l’allarme proprio in merito a questo nuovo disegno di legge che potrebbe portare a notevoli cambiamenti: “in Commissione alla Camera è in arrivo un disegno di legge delega che taglierebbe la pensione a molte vedove”.

Cesare Damiani, presidente della Commissione lavoro della Camera ha dichiarato: “La previdenza non può essere considerata la mucca da mungere in ogni stagione per risanare i conti dello Stato. Da discutere anche la flessibilità: i lavoratori più anziani devono poter andare in pensione in modo anticipato e lasciare spazio ai giovani”.

Le novità più interessanti del ddl riguardano il trattamento di assistenza e la pensione di reversibilità, quella che spetta agli eredi alla morte del pensionato.

Per la prima misura il trattamento di assistenza è previsto il legame con l’Isee di famiglia, mentre la seconda diventerà una prestazione assistenziale e non più previdenziale.

In questo modo non tutti potranno godere della reversibilità, poiché questa sarà destinata solo a coloro che non possiedono nulla, o quasi nulla, dato che basterà avere risparmi in banca o convivere con una persona con un minimo di reddito, per determinare un alzamento dell’indice Isee, utilizzato per determinare la “ricchezza” di una famiglia.

La qualifica della pensione di reversibilità come prestazione assistenziale appare però ingiusta poiché la reversibilità è un trattamento strettamente legato ai contributi versati nella vita lavorativa del deceduto.

Se attuata la misura potrebbe configurarsi come una sorta di “furto” dello Stato, che arriverebbe ad incamerare i contributi previdenziali versati dai lavoratori nell’arco della loro vita.

Ad ogni modo la misura non dovrebbe toccare le prestazione già in essere.

Nonostante ciò si spera in una marcia indietro sul disegno di legge, soprattutto in merito alle influenze sul reddito effettivo dei beneficiari.

 

 

 

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