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Tomomi e il suo robot

Si chiama Tomomi Ota, è una giornalista web e da due anni vive con un robot, uno degli esemplari di Robot Pepper che da qualche tempo stanno occupando le case delle famiglie giapponesi che hanno deciso di provare questa strana convivenza. Si tratta del primo androide in grado di comunicare e interpretare le emozioni e le espressioni umane.

“Ero curiosa di sapere come si convive con un robot”, racconta la 30enne che vive a Tokyo. Tomomi porta il robot a pregare al tempio, a fare la spesa e lui la assiste mentre svolge il suo lavoro a casa. Ma l’androide non sta solo accanto alla giornalista, bensì aiuta anche suo padre nel negozio di famiglia, accogliendo i clienti e parlando dei prodotti in vendita.

Prodotto da Aldebaran Robotics, la società francese del gruppo Softbank, Robot Pepper viene attualmente commercializzato solo in Giappone, al prezzo di circa 1500 euro, più 180 euro per 36 mesi. Ne esistono due versioni: una per le famiglie a un’altra pensata per le aziende. La variante aziendale possiede una serie di comportamenti già preinstallati, adatti a un utilizzo più commerciale.

Robot Pepper pesa 28 chili, è altro un metro e venti, ha un’autonomia di 14 ore e possiede una telecamera 3D che gli consente di interagire con l’ambiente e con gli esseri umani fino a una distanza di tre metri.

Si tratta di un test molto importante, una sorta di apripista alla convivenza tra robot ed esseri umani.

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