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Gli atei possono considerarlo un caso straordinario, i credenti possono definirlo un miracolo, fatto sta che  Gianna Jessen (e la sua storia) non poteva che essere scelta quale testimone pro-life d’eccezione alla Marcia per la Vita.

Gianna è di nuovo in Italia grazie a ProVita ed altre associazioni locali che hanno organizzato per lei un ciclo di conferenze.

Gianna Jessen è la testimonianza vivente del diritto inalienabile alla vita, è contro l’aborto, è la voglia di vivere e di lottare per questo.

Sei anni fa è diventata un ‘caso’ su Facebook, i suoi video diffusi su YouTube sono stati condivisi da ogni parte del mondo: in quei video, Gianna si rivolge a platee ‘importanti’ come il Sottocomitato Giudiziario del Congresso sulla Camera dei Comuni nel Regno Unito ed a diversi Organi Costituzionali Americani per raccontare la sua storia.

Aveva 14 anni quando ha fatto la sua prima testimonianza.

Da diversi anni, in varie parti del mondo combatte per milioni di bambini che vengono uccisi nel grembo materno, che non hanno avuto la sua forza e la sua fortuna.

Oggi, a 40 anni, è più agguerrita che mai, forte anche di una fede cristiana incrollabile.

 

Gianna Jessen “nata per aborto salino”

I genitori di Gianna Jessen avevano 17 anni, quando successe.

Suo padre non l’ha mai conosciuto, non sa chi sia.

Sua madre, nativa del Tennessee, era al sesto mese e mezzo quando si rivolse al Planned Parenthood, il più grande ente abortista del mondo (ente no-profit, come sottolinea il suo sito ufficiale): poco si sa riguardo al gigantesco scandalo della compravendita e traffico illegale di tessuti fetali ed organi di bambini abortiti in cui fu coinvolta la Planned Parenthood.

Lì le consigliarono un aborto salino tardivo (tecnica inventata negli anni ’30 dal medico romeno Eugen Abuel) che consiste in questo: si inietta una soluzione salina nel grembo materno che corrode il bimbo, il quale viene partorito morto nelle successive 24 ore.

Non passarono 24 ore da quell’iniezione letale ma 18 ore e Gianna non arrivò morta il 6 aprile 1977 ma viva, nella clinica abortista della contea di Los Angeles.

Il medico di turno non era presente quando lei nacque: una fortuna per lei perché, fino al 2002 (anno in cui è stata approvata la legge “Born Alive Infants Protection Act” voluta dal presidente Bush), negli USA i bimbi che sopravvivevano ad un aborto venivano soffocati, strangolati o lasciati morire in un angolo, prima di essere buttati via.

 

Nata viva in condizioni gravissime

Gianna nasce viva, pesa 900 grammi, in condizioni gravissime tanto che i medici pensano che non sopravvivrà. Un anno dopo, i medici pensano che non sarà in grado neppure di tenere la testa dritta.

Dovrebbe essere cieca, ustionata, morta ma così non è stato.

L’anossia causata dalla soluzione salina le causò una paralisi cerebrale e muscolare che riuscì a superare un po’ alla volta.

Il medico abortista dovette firmare il certificato di nascita di Gianna Jessen dove è scritto “nata per aborto salino”.

Gianna volle scoprire il nome del medico abortista: sa che ha la più grande catena di cliniche degli Stati Uniti che rende (lo dichiarò nel 2008) 70 milioni all’anno.

Quel medico, in un’intervista, ebbe il coraggio di dichiarare: “Ho abortito oltre un milione di bambini, la considero la mia passione”.

 

Gianna e la casa di Penny

Una volta venuta alla luce, nonostante non fosse stato programmato, misero Gianna in una prima casa di accoglienza “dove decisero che non gli piacevo” racconta lei.

Dall’orfanotrofio fu trasferita in una casa bellissima, la casa di Penny.

Aveva 17 mesi, 14 chili di “peso morto” e quello che lei chiama “il dono della paralisi cerebrale per la mancanza di ossigeno al cervello” mentre il suo piccolo corpo lottava per la sopravvivenza.

Penny ha saputo darle una casa bellissima ma, soprattutto, un amore infinito e tanta pazienza.

Lavorava con lei 3 volte al giorno, la seguiva nel percorso di fisioterapia e riabilitazione recuperando buona parte dei suoi handicap. Ore e ore di fisioterapia con la mamma adottiva tenace, che si impegna e prega.

A 3 anni e mezzo camminava con deambulatore e tutori, crescendo riuscì a stare in piedi zoppicando un pochino, ma senza deambulatore e senza tutori.

 

“Sono sopravvissuta per agitare un po’ le acque”

A volte cado elegantemente, altre volte meno elegantemente…” racconta lei sorridendo.

Il suo sorriso è dolce, nomina spesso ‘Gesù’, ‘amore’, ‘speranza’ ma nei suoi occhi si legge una determinazione che fa paura.

“Non sono sopravvissuta per mettere le persone a proprio agio. Sono sopravvissuta per agitare un po’ le acque. E mi piace molto farlo”.

Con questa frase, nel 2008, ha messo subito le cose in chiaro, quando ha raccontato la sua storia davanti ad una platea ‘importante’.

Nel 1999, è stata pubblicata la sua biografia “Aborted and lived to tell about” a cura di Jessica Shaver e la sua storia ha ispirato il film October Baby (2011) diretto dai fratelli Erwin.

Raccontò la sua storia in occasione del 90° anniversario dalla fondazione di Planned Parenthood celebrata dal Senato in Colorado.

 

Super attiva contro l’aborto

Allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo spinoso tema dell’aborto, nel 2006 ha partecipato alla maratona di Londra portando a termine il percorso nonostante la sua difficoltà a correre, dando un forte e indelebile segno di speranza.

Super attiva nei maggiori movimenti che si oppongono all’aborto, ha voluto raccontare la sua storia al Congresso degli Stati Uniti d’America ed alla Camera dei Comuni del Regno Unito.

Oggi, Gianna Jessen ha una famiglia, punta il dito sulle femministe e sulle madri decise ad abortire senza pensare al diritto di chi vorrebbe nascere, si definisce la “bambina di Dio” politically incorrect.

Nel suo tour italiano dello scorso anno, ha usato parole terribili per spiegare la realtà americana: “In America si può abortire fino al giorno del parto, anche durante il parto. Praticano un taglio alla parte posteriore del collo del bambino ed aspirano il cervello”.

E’ contenta che Donald Trump sia stato eletto perché “nominerà due giudici costituzionali Pro Life”.

Appena entrato nella Casa Bianca, Trump ha firmato un ordine esecutivo per bloccare i finanziamenti del Governo federale alle organizzazioni non governative che praticano aborti all’estero.

 

Gianna Jessen: le frasi che colpiscono al cuore

 

“Siamo in un’interessante battaglia. Che lo sappiate o no, è in corso una battaglia tra la vita e la morte. Da che parte stai TU? Io so di essere già odiata perché proclamo la vita”.

 

“Ci sfugge quanto può essere bella la sofferenza. Ci dimentichiamo che Dio è capace di rendere belle le cose più miserabili”.

 

“Ho incontrato mia madre, quella biologica. L’ho perdonata. Sono cristiana. E’ una donna distrutta. Pensavo: ‘io non ti appartengo, sono di Cristo, sono la sua bambina. Qualunque cosa tu dica nella tua amarezza, nella tua rabbia non è un peso per me, non lo porterò”.

 

“Sono stata odiata fin dal concepimento da così tanti, ma amata da molti di più, ma più di tutti da Dio. Sono la Sua bambina. Sulla mia fronte è scritto: Trattatemi bene perché mio padre è il padrone del mondo”.

 

“Se l’aborto riguarda solo i diritti della donna, come la mettiamo con i miei diritti? La mia vita veniva soppressa nel nome dei diritti della donna”.

 

“Quando sento l’orribile e disgustoso ragionamento che dovremmo abortire i bambini perché a rischio di disabilità il mio cuore si riempie di orrore. Cari signori, ci sono cose che si possono imparare solo dai più deboli tra noi. Se li sopprimete siete voi a rimetterci. Il Signore avrà cura di loro, ma voi soffrirete per sempre”.

 

“Quanta arroganza nel dire che il forte debba dominare sul debole. Stabilire chi vive e chi muore. Tutto il potere che credete di avere non lo possedete affatto”.

 

Gianna Jessen si rivolge a uomini e donne

 

“Uomini, voi siete fatti per la grandezza. Voi siete fatti per alzarvi ed essere uomini, per difendere donne e bambini non per farvi da parte e voltare la testa quando sapete che è in corso un omicidio e non fate niente. Non siete fatti per usare la donna e poi abbandonarla. Sono stufa di fare il vostro lavoro! Siete fatti per la grandezza, mettete da parte la politica”.

 

“Donne non siete fatte per essere abusate, non siete fatte per starvene lì e ignorare il vostro valore. Meritate che si combatta per voi. Sempre”.

 

La testimonianza di Gianna Jessen in uno dei suoi video più coinvolgenti

 

https://www.youtube.com/watch?v=MuRvsErkHFI&feature=youtu.be

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