A Karlsruhe, una città a sud-ovest della Germania, è stata creata una vera e propria innovazione per i bambini, ossia un asilo a forma di gatto. I meriti vanno all’architetto Ayla-Suzan Yondel e a Tomi Ungerer, un artista francese. Proprio per tale motivo, la denominazione della struttura racchiude entrambe le nazionalità ed è “Le jardin d’enfants Die Katze”.

La struttura

Si tratta di un asilo alquanto singolare: l’ingresso è rappresentato dalla bocca dell’animale, le finestre dagli occhi, mentre sul retro c’è uno scivolo dal color argento che indicherebbe la coda. Inoltre il tetto e l’area circostante sono ricchi di verde, in quanto i creatori hanno voluto basare il loro progetto anche sull’ecosostenibilità.

Per quanto riguarda gli interni, ci sono diverse stanze iper colorate, situate sia verso “il corpo” del gatto che nelle zampe. Insomma, non una struttura come tante e che può vantare di diverse aree gioco, stanze creative e persino il servizio cucina, adatto a tutti quei bambini con genitori che lavorano full time e non hanno la possibilità di stare con loro ad ora di pranzo.

L’asilo è aperto al pubblico già da alcuni anni ed ha riscontrato un grandissimo successo: sempre più famiglie decidono di iscrivere i propri figli in questo asilo, non soltanto per la competenza degli insegnanti ma in particolar modo per l’ambiente, il quale svolge un ruolo fondamentale nell’apprendimento del bambino ed incide sul loro umore. E’ importante che essi vengano circondati da colori, forme e giochi di vario tipo.

Obiettivi

Il lavoro di Ayla-Suzan Yondel e Tomi Ungerer è stato vivamente apprezzato, in quanto nasconde una serie di obiettivi. La struttura infatti, non è stata ideata soltanto per la ricerca di consensi sull’originalità ma più che altro per regalare ai bambini un’atmosfera di pace, tranquillità ed allo stesso tempo gioia. In questa tenera età non ci si può essere proiettati già verso la razionalità tipica di un essere umano adulto ma bisogna dare sfogo all’immaginazione, ai propri sensi e alla propria creatività.

E l’asilo a forma di gatto sembrerebbe proprio essere riuscito a soddisfare tali aspettative, rendendo i bambini super gioiosi di apprendere, senza soffrire molto del distacco con i propri genitori.

Asilo: aspetti psicologici

Possiamo certamente affermare che l’asilo (ed in particolar modo quello nido) rappresenti la prima istituzione che consente ai bambini di rapportarsi con un contesto del tutto nuovo. Infatti, fino a quel momento, essi sono stati abituati a comunicare con la mamma e con il papà, o comunque con altri parenti stretti.

Di conseguenza, c’è in loro un vero e proprio attaccamento per queste figure e l’asilo crea una rottura parziale tra le due parti. Si iniziano ad esplorare nuovi mondi, nuove persone e da semplice ruolo di figlio si diventa anche alunno. Molti sottovalutano questa fase di vita del bambino, in quanto credono che essendo molto piccolo non abbia una grande percezione di ciò che gli circonda.

Al contrario, egli sin da neonato osserva attentamente la realtà, gli oggetti e le persone e sviluppa gradualmente la memoria cognitiva. L’iscrizione all’asilo è per loro una fase abbastanza delicata e per tale motivo non va presa con leggerezza.

E’ proprio durante la scuola materna che il bambino inizia a socializzare con estranei e mostra una parte del suo carattere nuova, in quanto differente da quella solitamente si può vedere in un contesto famigliare. E non è tutto: si imparano nuove regole da rispettare, sia in termini di educazione che di socializzazione, verso i compagni di giochi e l’insegnante.

Così facendo, i livelli di egocentrismo del bambino si abbassano ulteriormente ed aumentano i condizionamenti esterni, specialmente per quanto riguarda gli atteggiamenti che si andranno a riscontrare nella quotidianità.

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