Con l’espressione gastrite atrofica si fa riferimento ad un’infiammazione cronica delle mucose dello stomaco.

Non si tratta di una patologia da sottovalutare, poiché a lungo andare potrebbe degenerare in qualcosa di più grave, come ad esempio:

  • Carenze vitaminiche
  • Anemia 
  • Carcinoma gastrico

E tanto altro ancora… 

Gastrite atrofica linee guida 

Prima di comprendere al meglio come prevenire la gastrite atrofica, è fondamentale individuare le cause scatenanti. 

Innanzitutto, bisogna specificare che non esiste un fattore universale.

Essa può insorgere secondo diverse modalità e intensità in base al soggetto in questione. 

Pertanto, la gastrite atrofica si presenta in seguito a vari elementi. Ad esempio:

  • L’helicobacter Pilory
  • Presenza di anticorpi anomali
  • Stile di vita scorretto
  • Altre patologie già presenti

Gastrite atrofica antrale

Andando nello specifico, si possono distinguere diverse tipologie di infiammazione allo stomaco

Tra le più note troviamo la gastrite atrofica antrale.

Come suggerisce la denominazione, essa coinvolge l’antro gastrico, ossia una parte interna dell’organo.

Ciò che porta al suo insorgimento è molto probabilmente un indebolimento della mucosa, la quale funge da copertura e da protezione. 

Pertanto, si crea una reazione corrosiva, generata anche dai succhi gastrici che compromettono la fase della digestione. 

Inoltre, tra i fattori scatenanti della gastrite atrofica antrale, troviamo:

  • Infezioni di vario tipo (virali, parassitarie, fungine e così via) 
  • L’abuso di alcol o di farmaci
  • Uno stato di stress eccessivo

Gastrite atrofica autoimmune

Tuttavia, si parla anche di gastrite atrofica autoimmune (detta di tipo A). 

Quella che vi abbiamo presentato in precedenza (scatenata dall’helicobacter pilory) si definisce di tipo B ed è la più diffusa ma allo stesso tempo leggera.

Invece, la gastrite atrofica autoimmune è decisamente rara (coinvolge soltanto il 10% dei casi) ma è più complessa.

Solitamente, ha maggiori probabilità di insorgere nelle persone che presentano già alcune patologie, come ad esempio il diabete mellito di tipo 1 o alcuni disturbi della tiroide.

Inoltre, è fondamentale prendere in considerazione l’età. Questo perché la gastrite atrofica autoimmune tende a colpire le persone più anziane (tipo dai 75 anni in su).

Ma come si sviluppa?

L’infiammazione nasce a seguito di un processo autoimmune, che coinvolge una serie di cellule gastriche, adibite alla produzione di acido cloridrico. 

Quando si crea una specie di conflitto con gli anticorpi, si generano delle problematiche. 

Infatti, una delle caratteristiche appartenenti a tale patologia è spesso la carenza di vitamina B12 che a sua volta porta ad alcuni scompensi.

Gastrite atrofica autoimmune invalidità

In rari casi, può capitare che la gastrite atrofica autoimmune diventi per il paziente invalidante.

Generalmente, i sintomi che la definiscono sono:

  • La nausea e il vomito
  • Il senso perenne di gonfiore gastrico
  • Un forte dolore addominale
  • L’improvviso dimagrimento
  • Il forte bruciore dopo aver mangiato
  • Alterazione del ritmo cardiaco

Ma anche:

  • Flatulenza
  • Senso di malessere generale
  • Debolezza e spossatezza
  • Mancanza di appetito
  • Ipotensione
  • Pallore

Gastrite atrofica autoimmune cura

Quando la gastrite atrofica autoimmune inizia a diventare insopportabile, è fondamentale rivolgersi ad un medico esperto nel settore.

In primis, per far sì che il dottore possa procedere con la cura, il soggetto dovrà effettuare una serie di esami clinici.

Solitamente, tra i più richiesti troviamo:

  • Analisi del sangue
  • Esame delle feci
  • Endoscopia
  • Radiografia dell’apparato digerente
  • Rintracciamento di helicobacter pilory

Una volta individuate le cause e stilato un quadro dettagliato, è possibile procedere con la terapia.

A tal proposito, è fondamentale tenere a mente che essa varia a seconda del caso specifico. Pertanto, si parla di terapia causale.

Se il principale responsabile della gastrite atrofica dovesse essere l’helicobacter pilory, è sufficiente una cura antibiotica, associata ad una serie di farmaci, in grado di limitare e monitorare l’acidità di stomaco (ad esempio, l’idrossido di alluminio e l’idrato di magnesio).

Mentre, nel momento in cui si parla di gastrite autoimmune invalidante,il medico procederà con una terapia più specifica, ad hoc per il paziente.

Gastrite atrofica autoimmune dieta

Per contrastare l’infiammazione allo stomaco, è importantissimo seguire uno stile di vita sano.

Specialmente dal punto dell’alimentazione. Chi soffre di gastrite atrofica autoimmune, necessita una dieta personalizzata, che prevede l’esclusione (o comunque la riduzione) di alcuni cibi, come ad esempio:

  • Le bevande gassate, tipo la coca cola, la sprite la fanta e chi più ne ha più ne metta
  • Gli insaccati ricchi di grassi, ad esempio la mortadella, il salame, la pancetta, la porchetta ecc
  • Tutti gli alcolici e i superalcolici, in quanto risultano essere i principali responsabili dell’infiammazione gastrica
  • Il cibo in scatola e i sughi pronti

E poi:

  • I preparati e i dadi per il brodo
  • Le salse, tra cui la maionese, il ketchup ma anche tutti quei componenti grassi tipo il burro, la panna, lo strutto e via dicendo.
  • I cibi eccessivamente conditi di spezie (in particolar modo peperoncino, pepe e curry)
  • Le bevande ghiacciate o bollenti

Oltre agli alimenti sopracitati, in caso di gastrite atrofica, si sconsiglia il consumo di fritture e di prediligere sempre la cottura al vapore, alla griglia o al forno.

Gastrite atrofica cosa mangiare

A questo punto ci si chiede: cosa mangiare in caso di gastrite atrofica?

Come vi abbiamo già accennato in precedenza, una dieta apposita può essere fornita soltanto da una figura esperta, ad esempio un dietologo o un nutrizionista.

Tuttavia, in linea generale, è possibile consumare con discrezione i seguenti alimenti:

  • Il pane, la pasta, i tarallini, i crackers, i grissini
  • I cereali, il riso, le fette biscottate e l’avena
  • La carne bianca (e dunque pollo, tacchino ecc)
  • Il pesce fresco (tonno, salmone, merluzzo, pesce spada, trota e via dicendo)
  • I salumi più magri, ad esempio la bresaola, la fesa di tacchino, o il prosciutto crudo

Ma anche:

  • Le tisane, i centrifugati e la camomilla
  • La frutta e la verdura fresca e di stagione
  • L’olio extravergine d’oliva a crudo

Per quanto riguarda il latte e i derivati, si possono consumare sempre senza esagerare.

Stesso discorso per gli agrumi (arance, limoni, pompelmi ecc.).

Sebbene siano ricchi di vitamine e svolgano una funzione antiossidante, se assunti in maniera eccessiva, potrebbero portare un po’ di acidità di stomaco.

Tuttavia, per qualsiasi dubbio riguardante la dieta per gastrite atrofica, gli esami da effettuare e la terapia più idonea da seguire, si consiglia vivamente di affidarsi ad una persona competente.

Pertanto, non effettuare diete fai da te e non assumere medicinali senza la prescrizione medica.

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