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Premier finlandese propone settimana corta

Lavorare troppo fa male. Tante ore di lavoro al giorno ci portano ad un altissimo livello di stress, generando una serie di disagi psicologici che si ripercuotono nella vita quotidiana.

Proprio per tale motivo, la giovane premier finlandese Sanna Marin, ha proposto una riduzione dell’orario lavorativo a 4 giorni a settimana per 6 ore al giorno. Lo ha dichiarato in occasione del 120esimo anniversario del Sdp (partito socialdemocratico):

“Una settimana lavorativa di quattro giorni, di sei ore ciascuno, con lo stesso stipendio. Perché non potrebbe essere il prossimo passo per la Finlandia? Otto ore sono davvero l’unica scelta possibile? Credo che le persone meritino di trascorrere più tempo con le loro famiglie, con i propri cari, dedicandosi agli hobby e altri aspetti della vita, come la cultura. Questo potrebbe essere il prossimo passo per noi”.

Lavorare meno ma bene

La proposta del ministro finlandese Sanna Marin è stata accolta con molto entusiasmo, questo perché gran parte dei lavoratori risultano essere d’accordo con l’idea di lavorare meno ma riuscendo a percepire comunque la stessa retribuzione. 

In Finlandia la situazione è in un certo senso molto simile a quella italiana: 8 ore lavorative al giorno dal lunedì al venerdì (e per certe mansioni anche il sabato). Pensate invece di avere almeno 3 giorni liberi a settimana e 2 ore in più di libertà quotidiana: la qualità della vita di una persona cambia notevolmente, in particolar modo se ha messo su famiglia e vorrebbe un po’ più di tempo libero da trascorrere insieme ai propri figli.

Senza contare il fatto che si avrebbe più vita sociale e anche l’umore ne risentirebbe tantissimo. Insomma, una serie di pro che non passano di certo indifferenti, né agli elettori né ai politici.

Maggiori assunzioni

E non è tutto. Il piano lavorativo di Sanna Marin ha un duplice scopo: oltre a far sentire i lavoratori meno appesantiti di mansioni, vuole lasciar spazio a nuove persone. Effettivamente, se le ore di lavoro vengono ridotte a 4 giorni settimanali per 6 ore quotidiane, nel tempo restante potrebbe essere assunto nuovo personale.

Cio, comporterebbe un netto incremento degli incassi annuali per diverse aziende, benessere generale ed allo stesso tempo si lavora poco ma bene. Gli errori di distrazione sul posto di lavoro diventerebbero molto meno probabili, in quanto i cittadini riuscirebbero ad avere molto più tempo per svagarsi ma contemporaneamente riposarsi e recuperare le ore di sonno.

A tal proposito, la giovane donna afferma: “È importante consentire ai cittadini finlandesi di lavorare di meno. Non è questione di governare con stile femminile bensí di offrire contenuti e mantenere le promesse agli elettori”.

Settimana ridotta: alcuni contro

Insomma, viste le premesse possiamo ben intuire che la proposta sia ricca di sfaccettature positive e che molto probabilmente potrebbe raggiungere numerosi consensi. 

Ma come sempre, non è tutto oro ciò che luccica. Bisogna tenere a mente anche l’altra faccia della medaglia, ossia la riduzione di alcuni lavori, come ad esempio le babysitter.

Questo perché se ci sono genitori più liberi e più propensi a trascorrere del tempo libero con i propri figli, minore sarà la domanda di babysitter, assistenti e tutte quelle professioni che hanno a che fare con il mondo dell’infanzia.

Come altro aspetto negativo, bisogna pensare alla questione politica e chiedersi se tutte queste idee della Marin siano frutto della sua mente per un quieto vivere della nazione o siano il risultato di una serie di strategie per riuscire a guadagnarsi i consensi cittadini. Sul caso c’è ancora molto da indagare.

Tuttavia, è anche vero che in altri Paesi è stata già introdotta tale proposta (basti pensare alla Svezia) e i risultati positivi si notano perfettamente. Ci sarà davvero la svolta?

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